05.08.03San Lorenzo
Di solito in questo momento dell'anno iniziano a girarmi per la testa le parole di "X Agosto". Non è che sia la mia poesia preferita, e neanche tra le prime millemila poesie che preferisco. Ne ho imparato qualche verso all'epoca della maturità, più che altro per darmi un tono in sede d'esame; appartengo infatti alla generazione barbara e negletta a cui le maestre elementari non facevano memorizzare le glorie della poesia nazionale, favorendo piuttosto il bel canto(?): chi passava fuori dalla porta della nostra seconda elementare poteva udire alti cori levarsi: "Noi siamo zingarelle / Venute da lontano; / D'ognuno sulla mano / Leggiamo l'avvenir. / Se consultiam le stelle... " o anche: "Del Giordano le rive saluta, di Sionne le torri atterrate. Oh, mia patria sì bella e perduta! Oh, membranza sì cara e fatal!". Verdi spopolava nel mangiadischi della mia insegnante, oltre che sulle millelire. San Lorenzo secondo Pascoli, dicevo. E di giorno penso che di sera dovrei andare sul Passo Rolle o sul Pordoi a vedere "il gran pianto di stelle nel concavo cielo" sfavillare. Non fossi ad Asti. Essendo ad Asti di sera penso che anche se di giorno ho pensato di andare a vedere il gran pianto magari è meglio se resto a casa ad aspettare che la scheda di Sky si attivi: sempre di gran pianto trattasi, tragedia per tragedia... "E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi quest'atomo opaco del Male!"
X AGOSTO San Lorenzo, io lo so perché tanto Ora è là, come in croce, che tende Anche un uomo tornava al suo nido: Ora là, nella casa romita, E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
Comments
bei tempi quando i blogger mettevano solo le loro poesie preferite Posted by: sarmizegetusa at 23.05.08 22:10Post a comment
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