021 (dove si ricapitola)

In principio era il proverbio praecox.

Poi i proverbi furono interrotti; i più arguti notarono che il meccanismo funzionava anche se a giocarci erano i francesi.

Passando per i proverbi a fettine

…si tornò ai proverbi interrotti.

020

“Il secondo progetto rientra nel campo della metafisica: volendo dimostrare che, secondo l’espressione del professor H. M. Tooten, “l’evoluzione è un’impostura”, Olivier Gratiolet ha iniziato a redigere un esauriente inventario di tutte le imperfezioni e insufficienze che un organismo deve subire: la stazione eretta, per esempio, garantisce all’uomo solo un equilibrio instabile: ci si regge in piedi unicamente grazie alla tensione muscolare, la qual cosa è fonte perenne di fatica e disagio per la colonna vertebrale che pur essendo sedici volte più forte così di quanto non sarebbe dritta, non permette all’uomo di portare sulla schiena un carico consequenziale; i piedi dovrebbero essere più larghi, più spianati, più specificatamente adatti alla locomozione, mentre non sono altro che mani atrofizzate che hanno perduto il loro potere prensile; le gambe non sono abbastanza solide per reggere il corpo il cui peso le fa piegare, e per di più affaticano il cuore, che è costretto a pompare il sangue sollevandolo di quasi un metro, da cui piedi gonfi, varici, eccetera; le articolazioni dell’anca sono fragili, e costantemente soggette all’artrosi o a fratture gravi (collo del femore); le braccia sono atrofizzate e troppo sottili; le mani sono fragili, il mignolo soprattutto che non serve a niente, il ventre non è protetto in alcun modo, come le parti genitali del resto; il collo è rigido e limita la rotazione della testa, i denti non permettono alcuna presa laterale, l’olfatto è quasi inesistente, la vista notturna più che mediocre, l’udito assolutamente insufficiente; la pelle senza peli né pelliccia non offre difese contro il freddo, e insomma, di tutti gli animali del creato, l’uomo, considerato generalmente il più evoluto, è invece quello più sprovveduto”.

Georges Perec

La vita istruzioni per l’uso

Posted: settembre 4th, 2010
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019

Stamattina avevo grandi progetti. Ma il mal di schiena mi ha inchiodata al letto e insieme alla responsabilità dei libri iniziati da tempi immemori e ancora da finire.
Al termine del terzo, Tu, sanguinosa infanzia, Michele Mari scrive in forma molto stringata vari pensieretti di quando era bambino.
[“Non c’è stato molt’altro, nella vita”. “No, è quasi tutto laggiù”]

Tra i pensieri:

“Io, alle scuole medie, andavo spesso nella biblioteca scolastica a prendere a prestito dei libri. Un giorno il bibliotecario si sbagliò, e invece della Scoperta di Troia di Heinrich Schliemann mi diede un librino intitolato Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Non esiste cifra al mondo che potrebbe mai risarcirmi di quell’errore”.

“Verrà la morte e avrà i miei occhi ma dentro ci troverà i tuoi” si legge sulla copertina Einaudi di Cento poesie d’amore a Ladyhawke, non la mia preferita delle cento, neanche nella prima ventina delle preferite, ma adesso acquista un fascino che va oltre il pavesiano.

Le cose che si saldano a me fanno sempre illuminare di uno stupore così felice, così perfetto.

018

017

- Se finissi negli anni Settanta andrei di corsa a vedere un concerto di Elvis
- Se finissi negli anni Settanta andrei di corsa a vedere un concerto di chiunque
- Fico, potresti cantagli le canzoni che non ha ancora scritto…
- … così diventeresti l’ispirazione di tutti….
- Oppure.. OPPURE potresti cantare agli uni le canzoni degli altri…
- … incasinando il futuro di tutta la musica!

Life On Mars – David Bowie

Posted: luglio 21st, 2010
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016

Posted: luglio 16th, 2010
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015 (i vantaggi favorevoli)

Proprio lei, Ludovica Rossi.
Proprio lei aspettavo, responsabile del Servizio clienti Rcs Periodici.
Fra tre mesi è prevista la scadenza dell’abbonamento che lei ha sottoscritto alla rivista AMICA“, mi comunica tempestivamente, dalla parte alta di un doppio bollettino postale recapitato via posta ordinaria.
Ho comunque deciso di scriverle fin d’ora per segnalarle la speciale offerta promozionale che oggi le consente di rinnovare questo abbonamento con un sicuro risparmio“.
E sotto, evidenziato a ribadire il concetto: “Come indicato nel promemoria qui a lato, per lei i vantaggi e le condizioni sono davvero favorevoli. Le consiglio dunque di approfittarne subito“.

Un anno fa l’ho fatto: ho accettato l’offerta di sottoscrivere un abbonamento al mensile a – mi pare – 18 euro e qualcosa.
Perché a me AMICA piace da molti anni, va detto. Mi piacciono in particolare certi brillanti interventi di Paola Tavella. Mi piacciono persino le pubblicità, le descrizioni degli ultimi cosmetici e dei miracoli che realizzano, mi piace la grafica. In linea di massima trovavo buono anche il prezzo, i 18 euro e rotti pagati per 12 numeri in 12 mesi a posto dei 36 euro come da prezzo di copertina.

Meno mi piacque, nel 2009, aprire il primo numero che mi era arrivato a casa e trovare la straordinaria vantaggiosissima favorevolerrima offerta di abbonamento 12 numeri per 12 mesi a 13 euro eccetera.
Del resto il mio 2009 è stato uno schifo su tutti i fronti, niente di male se anche il pricing manager Rcs si è allineato alla schiera di quelli che mi hanno delusa/irritata.
E non ci avrei neanche più pensato, davvero, fa niente.. non fosse stato per questo doppio bollettino che mi è arrivato stamattina, da utilizzare come scrive lei, “immediatamente“.
Proprio adesso che mi avete anche compattato il formato. Formato “travel” lo chiamate voi, fantasiosissimi.

No ecco, immediatamente un cavolo. Io semmai l’abbonamento lo rinnoverò tardi tardi, oltre l’ultimo mese, oltre l’ultimo stralcio di prezzo, chè mi dovete ancora due colazioni al bar.

Posted: luglio 13th, 2010
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014 (una donna non si tocca neanche)

Scherzando su Facebook con amici sul sollievo che mi dava aver portato a compimento un lavoro particolarmente pesante, avevo scritto “Tutto è bene quel che finisce”.

Lo spazio dei commenti si è velocemente riempito di proverbi tronchi, più o meno divertenti: la saggezza popolare, anche presa a piccoli moduli, resta valida, e forse qualche riflessione andrebbe spesa sul tema della tautologia (il personaggio di Paolo Bitta in Camera Cafè insegnava in questo senso).

Alcuni esempi:

“Non tutto il male viene”
“L’erba voglio non esiste neanche nel giardino”
“Vale più un fatto di mille”
(Alessandro Maffucci)

“Cielo a pecorelle, acqua”
“Rosso di sera, bel tempo”
(Ivan Bianco)

“Tanto va la gatta al lardo che ci lascia”
“L’erba del vicino è sempre più”
“L’appetito vien”
(Marianna Natale)

Ancora: “Impara l’arte e mettila”, “Tutte le strade portano”, “L’amore non è bello se non è” (Alessandro Maffucci), “Chi va piano va sano e va” (Daniela Fantoni), “Le bugie hanno le gambe” e “Una donna non si tocca neanche” (Marianna Natale), “L’amico si vede nel momento” e “Far buon viso a cattivo” (Maurizio Labate).

Altri esempi sono componibili a blocchi:

L’oscurantismo assoluto di “Al contadino non far sapere” si corregge nel giudizio di valore “Al contadino non far sapere quanto è buono” e nell’egoista goloso “Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio” (Davide Cavagnero)

Altri detti ancora si rigenerano cambiando l’espressione della voce, aggiungendo un’interiezione o una domanda o una sospensione, approfittando di piccole omofonie.

“Ah mali estremi estremi…”
“Non è tutto oro, quello!”
“Cosa fatta, capo!”
“Chi la fa là”
“Domandare è lecito, rispondere eh”
(Alessandro Maffucci)

“Natale con i tuoi, Pasqua?” (Lucia Bordicchia)

o ancora:

“Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò” (Maurizio Labate)

Chiudo ricorrendo a una massima pessimista che proprio con Maurizio abbiamo sviluppato nell’ultimo anno di traversie: ci andiamo ripetendo l’un l’altra che “E’ tutto potenzialmente brutto”, ma per il gioco dei proverbi tronchi, inevitabilmente, direi che “E’ tutto, potenzialmente”.

Posted: giugno 20th, 2010
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013

“Del disco non vi dico nulla perché cosa ancora si può dire di un album capace di rimanere in classifica dal 1973 al 1988 per 724 settimane diconsi settecentoventiquattro, che fanno appunto quindici anni, e di uscirne soltanto quando i soloni di “Billboard” decisero di limitare la classifica all’ultimo decennio?”

Testimonianza sesta, Alan Parsons

Michele Mari

ROSSO FLOYD

012

4.
Rima senza perdono

Tu lo sapevi che mi avresti fatto male
Tu lo sapevi che per questo avrei pianto
Era la cosa più terribile che mi potevi fare
Lo sapevi che io ci tenevo tanto
Però l’hai fatto, fatto tutto, fatto a lungo, fatto apposta
E adesso scoprirai cosa ti costa
Io non ti voglio più vedere sotto il sole
Io non ti voglio più vedere in mezzo al giorno
Per me tu sei invisibile, sei fumo di parole
Sei un po’ di vento che mi soffia intorno
Sei solo una ridicola noiosa malattia
Vattene via, vattene via, vattene via
E non m’importa cosa dici, non mi frega cosa fai
Fino a domani non ti perdonerò mai

Bruno Tognolini
Rime di rabbia
Salani

Posted: giugno 2nd, 2010
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