Stamattina avevo grandi progetti. Ma il mal di schiena mi ha inchiodata al letto e insieme alla responsabilità dei libri iniziati da tempi immemori e ancora da finire.
Al termine del terzo, Tu, sanguinosa infanzia, Michele Mari scrive in forma molto stringata vari pensieretti di quando era bambino.
[“Non c’è stato molt’altro, nella vitaâ€. “No, è quasi tutto laggiùâ€]
Tra i pensieri:
“Io, alle scuole medie, andavo spesso nella biblioteca scolastica a prendere a prestito dei libri. Un giorno il bibliotecario si sbagliò, e invece della Scoperta di Troia di Heinrich Schliemann mi diede un librino intitolato Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Non esiste cifra al mondo che potrebbe mai risarcirmi di quell’errore”.
“Verrà la morte e avrà i miei occhi ma dentro ci troverà i tuoi†si legge sulla copertina Einaudi di Cento poesie d’amore a Ladyhawke, non la mia preferita delle cento, neanche nella prima ventina delle preferite, ma adesso acquista un fascino che va oltre il pavesiano.
Le cose che si saldano a me fanno sempre illuminare di uno stupore così felice, così perfetto.
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