16.02.08

Caos calmo

Caos calmo, un film di Antonio Luigi Grimaldi con Nanni Moretti, Valeria Golino, Alessandro Gassman, Isabella Ferrari, Blu Di Martino, Silvio Orlando, Hippolyte Girardot, Charles Berling, Roberto Nobile, Kasia Smutniak, Blu Yoshimi e con la partecipazione straordinaria di Roman Polanski

Caos calmo

Caos calmo è un film che somiglia a uno stato d'animo.
Lo so che è prima un libro che un film: abbiate pazienza, non l'ho letto.
Caos calmo dicevo, somiglia a quello che ognuno di tanto in tanto può sentire. La frattura (caos), poi subito l'ordine (calmo), e la devastazione che però continua a muoversi in profondità, ben sotto la pelle, sotto la carne, sotto l'apparenza pulita, pettinata, inamidata (caos calmo): il tono che ci diamo un po' tutti per tentare di stare al mondo in maniera dignitosa.
Siamo bravi e mascheriamo, ci chiedono "come stai" e rispondiamo benone. Ci dicono "mi sembri una persona leggera" e ok, facciamo di tutto per sembrare persone leggere: se una soddisfazione c'è, è proprio quella di riuscirci.
Poi naturalmente giochiamo, ascoltiamo, incontriamo le persone, le amiamo con gli sguardi e con le piccole attenzioni o in modi che fanno indignare la Cei.
Condotto all'estremo, il caos calmo porta al parossismo: Pietro Paladini a un certo punto sviene, piange, si stordisce e vomita. Le maglie di questa serena rete di salvataggio ricreata sul criterio della normalità si allentano. Nel film tutto avviene in pochi minuti, convulsamente, a cavallo dell'intervallo; nella vita vera si può precipitare piano ma più a lungo.
L'importante forse, è che nella vita vera, come nel film, ci resti accanto qualcuno a dirci le cose giuste e quelle sbagliate. Un fratello ("A te manca Lara, e a me manchi tu"), una cognata stralunata che vuole portarci da un bravo analista ("E' un freudiano, no uno junghiano... no, no un freudiano, ma uno serio"), una figlia impassibile, un direttore del personale che è proprio una brava persona. O un boss ex machina (una Rolls-Royce nel dettaglio) che ci dica qualcosa di segreto e molto personale.
L'importante credo, è provare a ripartire da lì.

Posted at 16.02.08 22:39 | TrackBack


Comments

Certo, l'importante è ripartire. Da qualcuno, qualcosa. Che però non sempre ci sono. Besos

Posted by: Antonio at 18.02.08 11:54

Penso che Moretti conosca bene come si faccia ad essere sugli scudi.
Una scena simil Ultimo Tango.. ed è fatta.

Posted by: bruno carioli at 19.02.08 11:28
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