13.02.08

Après moi, le déluge, come direbbero Luigi XV e Egotique*

Non scrivo perché passo la maggior parte del mio tempo libero a cercare di bere acqua. Bere tutta quell'acqua che consiglia la pubblicità è una cosa faticosa, devi concentrarti molto. I risultati per lo più sono formidabili: la mia pelle è bellissima, morbida, liscia e (va da sé) idratata.

Mentre cercavo di pagarne una confezione all'Esselunga, lasciandola nel carrello, ho detto al cassiere: "una confezione da sei di S.Anna"
Lui si è sporto un po' a guardare cosa ci fosse nel mio carrello: "no, quella è S.Bernardo. Che avranno da mettersi a santificare tutte ste acque"
Poi si è lanciato in una dissertazione sul fatto che secondo lui l'acqua comunque come risorsa non si esaurisce, che ovviamente si ricrea, e tutti gli allarmismi sono creati ad hoc per giustificare l'aumento indiscriminato dei prezzi.

Quello che rovina tutto è la mia emotività insensata in questo periodo: piango talmente tanto e spesso che rischio di compromettere se non proprio vanificare l'impresa idratazione.

G: ti descrivo il mio concetto di pessimismo cosmico.
SP: no, prima io: penso che farò una brutta fine. la gente che mi vuole bene alla lunga si stancherà e io mi odierò per essermi comportata in modo che tutti si stancassero di volermi bene. vivrò da sola e sarò povera, e ovviamente invecchierò. conoscendoti capiterà lo stesso anche a te.
G: vedi, non sei sola nemmeno nel pessimismo cosmico.

Appendice. Pessimismo cosmico secondo G: "chi vive con il cuore è destinato a soffrire, chi vive con raziocinio è atteso da identico destino... chi vive con il cuore e con la testa anche, ma lo sa in anticipo"

*

Posted at 13.02.08 09:34 | TrackBack


Comments

la pubblicità ti prende tra due fuochi: da una parte l'acqua in tutte le (?) salse, dall'altra lo spettro della ritenzione idrica. :D

Posted by: paolo beneforti at 13.02.08 12:49

ehi mi hai fatto venire sete...vado a bere l'acqua del sindaco.. baci.

Posted by: mammina at 14.02.08 01:50

Però c'è qualcosa che non torna: la consapevolezza della sofferenza non si ha se si vive in maniera razionale? Vale a dire: perché chi vive solo con la testa non dovrebbe rendersi conto in anticipo che è destinato alla sofferenza? E perché questa consapevolezza si ha solo quando alla testa (che dovrebbe essere il centro della consapevolezza) si unisce il cuore (che invece, beh, insomma, lo sappiamo, no?)

Posted by: Giulio Piancastelli at 14.02.08 20:23
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