29.02.08
Mathilda viola mammola
"Dove eravamo rimaste?"
"Non lo so, stasera ho sonno".
"No, non mettere giù ti prego".
Immaginava la ragazza da bambina tra le cassette del cantastorie, con il broncio e l'aria disillusa della dodicenne di un film di Besson. Non si erano mai viste. Non sapeva il suo nome, la chiamava Mathilda.
Dall'altro lato della cornetta arrivava il rumore di pagine sfogliate velocemente.
"Ho diversi libri sul comodino. Ti va Una viola al Polo Nord?
"È quella che inizia con: Una mattina, al Polo Nord, l'orso bianco fiutò nell'aria un odore insolito e lo fece notare all'orsa maggiore?"
Aveva meno di vent'anni. Da qualche mese faceva la rappresentante per una ditta farmaceutica. Ogni sera lontana da casa. Ogni sera una telefonata agli amici che, già dopo le prime settimane, sembrava non avessero più nulla di nuovo da raccontarle.
Invertendo per sbaglio due numeri sulla tastiera, una volta, aveva trovato la voce di Mathilda e i suoi modi ostinati e spigolosi che diventavano di burro non appena iniziava una lettura a voce alta.
"Furono invece gli orsacchiotti a trovare la viola. Era una piccola violetta mammola e tremava di freddo, ma continuava coraggiosamente a profumare l'aria, perché quello era il suo dovere".
Mathilda leggeva per lei un brano tutte le sere. Le aveva detto di aver passato gran parte della sua infanzia ad ascoltare favole da un mangianastri: "E' così che ho iniziato a parlare: imparavo tutto a memoria, avevo un vocabolario straordinariamente vasto per la mia età". Non sapeva con certezza quanti anni fossero passati da allora. Aveva l'impressione che fossero coetanee, ma per il loro legame non importava.
Sul piccolo schermo dell'albergo scorrevano senza audio le immagini di un vecchio musical, Gene Kelly che danzava sui pattini, mentre la voce di Mathilda continuava ad accarezzare la favola e il suo profilo.
"Quella notte corse per tutto il Polo un pauroso scricchiolio. I ghiacci eterni tremavano come vetri e in più punti si spaccarono. La violetta mandò un profumo più intenso, come se avesse deciso di sciogliere in una sola volta l'immenso deserto gelato, per trasformarlo in un mare azzurro e caldo, o in un prato di velluto verde. Lo sforzo la esaurì. All'alba fu vista appassire".
"Cosa vuol dire secondo te?"
"E' solo una favola della buonanotte".
"Sì ma cosa significa?"
"C'è scritto che tradotto nel nostro linguaggio il pensiero della viola deve essere stato: Ecco, io muoio... Ma bisognava pure che qualcuno cominciasse... Un giorno le viole giungeranno qui a milioni. I ghiacci si scioglieranno, e qui ci saranno isole, case e bambini".
"Preferivo gli orsi".
"Sono d'accordo".
Mathilda augurò la buonanotte e chiuse il libro, facendo attenzione che la viola che aveva lasciato a seccare tra quelle pagine non andasse in frantumi.
In una città molto lontana, ma che avrebbe benissimo potuto essere la stessa di Mathilda, la tv veniva spenta e alla rappresentante arrivava alle narici l'odore di una violetta mammola.
27.02.08
26.02.08
Oggi, parlando al vescovo e all'intera assemblea degli intellettuali di area cattolica locali, non ho trovato di meglio da fare che esclamare "oddio" a metà del discorso.
21.02.08
Contraddizioni
Adoro cucinare.
Adoro cucinare molto.
Adoro sistemare in porzioni ragionevoli le grandi quantità di cose che cucino volta per volta e disporle ordinatamente nel congelatore.
Odio mangiare roba scongelata.
20.02.08
Hotel Chevalier (e consigli per un eventuale soggiorno parigino)
Da Hotel Chevalier, un corto film di Wes Anderson con Jason Schwartzman, Natalie Portman (prologo di The Darjeeling Limited)
What the fuck is going on? How long have you been in this hotel?
I don't know
More than a week?
More than a week
More than a month?
More than a month
How much does it cost?
I think around 750 million euros or something
How long are you gonna stay?
How long do you wanna stay?
I'm leaving tomorrow morning. I think it's time for you to go home
Probably. Are you running away from me?
I thought I alredy did.
Have you slept with anyone?
No, have you?
No
That was a long pause
I guess it doesn't really matter
No it doesen't
You got bruises on your body
What ever happens, man, I don't want lose you as my friend
I promise, I will never be your friend. No matter what... ever
We fuck and I will feel like shit tomorrow
That's ok with me
[Nella realtà, l'hotel Chevalier sarebbe l'hotel Raphael, per chi fosse alla ricerca di un romantico posto dalle parti dell'Etoile, vicino al Grand Palais. Anche se personalmente opterei per una sistemazione nell'Ile Saint-Louis e, a suo tempo, avevo messo gli occhi sul meno lussuoso Hotel de Lutèce]
18.02.08
Groviglio

16.02.08
Caos calmo
Caos calmo, un film di Antonio Luigi Grimaldi con Nanni Moretti, Valeria Golino, Alessandro Gassman, Isabella Ferrari, Blu Di Martino, Silvio Orlando, Hippolyte Girardot, Charles Berling, Roberto Nobile, Kasia Smutniak, Blu Yoshimi e con la partecipazione straordinaria di Roman Polanski

Caos calmo è un film che somiglia a uno stato d'animo.
Lo so che è prima un libro che un film: abbiate pazienza, non l'ho letto.
Caos calmo dicevo, somiglia a quello che ognuno di tanto in tanto può sentire. La frattura (caos), poi subito l'ordine (calmo), e la devastazione che però continua a muoversi in profondità, ben sotto la pelle, sotto la carne, sotto l'apparenza pulita, pettinata, inamidata (caos calmo): il tono che ci diamo un po' tutti per tentare di stare al mondo in maniera dignitosa.
Siamo bravi e mascheriamo, ci chiedono "come stai" e rispondiamo benone. Ci dicono "mi sembri una persona leggera" e ok, facciamo di tutto per sembrare persone leggere: se una soddisfazione c'è, è proprio quella di riuscirci.
Poi naturalmente giochiamo, ascoltiamo, incontriamo le persone, le amiamo con gli sguardi e con le piccole attenzioni o in modi che fanno indignare la Cei.
Condotto all'estremo, il caos calmo porta al parossismo: Pietro Paladini a un certo punto sviene, piange, si stordisce e vomita. Le maglie di questa serena rete di salvataggio ricreata sul criterio della normalità si allentano. Nel film tutto avviene in pochi minuti, convulsamente, a cavallo dell'intervallo; nella vita vera si può precipitare piano ma più a lungo.
L'importante forse, è che nella vita vera, come nel film, ci resti accanto qualcuno a dirci le cose giuste e quelle sbagliate. Un fratello ("A te manca Lara, e a me manchi tu"), una cognata stralunata che vuole portarci da un bravo analista ("E' un freudiano, no uno junghiano... no, no un freudiano, ma uno serio"), una figlia impassibile, un direttore del personale che è proprio una brava persona. O un boss ex machina (una Rolls-Royce nel dettaglio) che ci dica qualcosa di segreto e molto personale.
L'importante credo, è provare a ripartire da lì.
13.02.08
Après moi, le déluge, come direbbero Luigi XV e Egotique*
Non scrivo perché passo la maggior parte del mio tempo libero a cercare di bere acqua. Bere tutta quell'acqua che consiglia la pubblicità è una cosa faticosa, devi concentrarti molto. I risultati per lo più sono formidabili: la mia pelle è bellissima, morbida, liscia e (va da sé) idratata.
Mentre cercavo di pagarne una confezione all'Esselunga, lasciandola nel carrello, ho detto al cassiere: "una confezione da sei di S.Anna"
Lui si è sporto un po' a guardare cosa ci fosse nel mio carrello: "no, quella è S.Bernardo. Che avranno da mettersi a santificare tutte ste acque"
Poi si è lanciato in una dissertazione sul fatto che secondo lui l'acqua comunque come risorsa non si esaurisce, che ovviamente si ricrea, e tutti gli allarmismi sono creati ad hoc per giustificare l'aumento indiscriminato dei prezzi.
Quello che rovina tutto è la mia emotività insensata in questo periodo: piango talmente tanto e spesso che rischio di compromettere se non proprio vanificare l'impresa idratazione.
G: ti descrivo il mio concetto di pessimismo cosmico.
SP: no, prima io: penso che farò una brutta fine. la gente che mi vuole bene alla lunga si stancherà e io mi odierò per essermi comportata in modo che tutti si stancassero di volermi bene. vivrò da sola e sarò povera, e ovviamente invecchierò. conoscendoti capiterà lo stesso anche a te.
G: vedi, non sei sola nemmeno nel pessimismo cosmico.
Appendice. Pessimismo cosmico secondo G: "chi vive con il cuore è destinato a soffrire, chi vive con raziocinio è atteso da identico destino... chi vive con il cuore e con la testa anche, ma lo sa in anticipo"
*
06.02.08
Io me ne andrei (cit.)
Pensavo che se fossi padre Pio e mi vedessi arrivare Mastella e signora in pellegrinaggio di ringraziamento me ne andrei io.