29.01.08

No country for old men

Da "Non è un paese per vecchi", un film di Ethan e Joel Coen con Javier Bardem, Josh Blaylock, Rodger Boyce, Josh Brolin, Garret Dillahunt, Beth Grant, Woody Harrelson, Tommy Lee Jones, Josh Meyer, Kelly Macdonald, Barry Corbin

- Se non dovessi tornare dì a mia madre che l'amo
- Tua madre è morta, Llewelyn
- Allora nel caso glielo dirò da solo

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25.01.08

Once

Da "Once" (2006), un film di John Carney con Glen Hansard, Markéta Irglová, Hugh Walsh

Guy: What's the Czech for "Do you love him"?
Girl: Noor-esh-ho
Guy: Noor-esh-ho? So.. Noor-esh-ho?
Girl: Nor-ho-tebbe.
Guy: What?

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Convergenze

"Non vedo altro che bombe / non mi interessa impedire all'Asia di essere Asia / e i governi di Russia e dell'Asia sorgeranno e cadranno ma l'Asia e la Russia non cadranno / anche il governo d'America cadrà ma come può cadere l'America / io dubito che nessuno cadrà mai più eccetto i governi / per fortuna tutti i governi cadranno / gli unici che non cadranno solo quelli buoni / e quelli buoni non esistono ancora / Ma devono incominciare a esistere ed esistono nelle mie poesie / ed esistono nella morte dei governi russi e americani / ed esistono nella morte di Hart Crane e Majakowskij".
Morte all'orecchio di Van Gogh (1958), Allen Ginsberg

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22.01.08

Crono/logie - La Religione

Crono: eh. ha preso proprio una brutta strada l'umanità con sta cazzata della religione. si è impiantata nella preistoria e niente, non riesce a sradicare sta fissazione.

Crono/logie: il giornale
Crono/logie: Ubuntu
Crono/logie: Quei giorni perduti a rincorrere il vento
Crono/logie - Peschici is burning
Crono/logie - Poste Italiane
Crono/logie - LA SENSAZIONE POVEROMONDO E I MONOTREMI MULTITUBERCOLATI A DENTATURA TRIBOSFENICA

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Presente quella sensazione di iniziare un giorno inutile? Tra uno ieri inutile e un domani inutile? Tra un l'altroieri e un dopodomani altrettanto inutili e così via?

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20.01.08

Clerks

Da Clerks, un film di Kevin Smith con Brian O'Halloran, Jeff Anderson, Marilyn Ghigliotti, Lisa Spoonhauer, Jason Mewes, Kevin Smith, Scott Mosier.

'Happy-Scrappy' Mom: Excuse me, do you sell videos?
Randal Graves: Yeah, what're you looking for?
'Happy-Scrappy' Kid: Happy Scrappy Hero Pup.
Randal Graves: Okay, hang on, I'm on the phone with the distribution house now, lemme make sure we got it. What was it called again?
'Happy-Scrappy' Mom: Happy Scrappy Hero Pup.
'Happy-Scrappy' Kid: Happy Scrappy!
'Happy-Scrappy' Mom: She loves it.
Randal Graves: Obviously. Yeah, hello, this is RST Video, customer number 4352, I need to place an order. Okay, I need one each of the following tapes: "Whispers in the Wind", "To Each His Own", "Put It Where It Doesn't Belong", "My Pipes Need Cleaning", "All Tit-Fucking Volume 8", "I Need Your Cock", "Ass-Worshipping Rim-Jobbers", "My Cunt Needs Shafts", "Cum Clean", "Cum-Gargling Naked Sluts", "Cum Buns III", "Cumming in Socks", "Cum On Eileen", "Huge Black Cocks and Pearly White Cum", "Girls Who Crave Cock", "Girls Who Crave Cunt", "Men Alone II: the KY Connection", "Pink Pussy Lips", and, uh, oh yeah, "All Holes Filled with Hard Cock". Uh-huh... yeah... Oh, wait, and, what was that called again?

[Dopo "T come Tigro" io ieri l'ho comprato, "Pimpi cucciolo coraggioso"]

[Clerks II]

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19.01.08

Invasion

Di Invasion (The Visiting), il film di Oliver Hirschbiegel con Nicole Kidman, Daniel Craig, Jeremy Northam, Malin Akerman, Mike D. Anderson, James E. Ash, Eric Benjamin, mi rimane soltanto l'impressione che...

... non puoi essere Nicole Kidman e camminare come Charlot.

Invasion

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15.01.08

Io sono leggenda

Da Io sono leggenda, un film di Francis Lawrence con (essenzialmente solo) Will Smith

Le persone che cercano di far diventare peggiore questo mondo non si concedono un giorno libero


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14.01.08

!

"Cara, andiamo a dieta fuori?"

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13.01.08

Chissà se i nati il 13 gennaio si ricordano mai che, per il risultato di una complicata operazione matematica, il 17/6 è il loro noncompleanno.

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12.01.08

Giuro che è vero

Tutto a un tratto le cronache d'attualità mi hanno fatto tornare in mente che per un periodo, nella sua prima residenza parigina alla Muette, mio padre prestava il suo garage a Carla Bruni.

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11.01.08

(wisdom) tooth

Chi può vivere senza il nuovo spazzolino Colgate Max Fresh con il fantastico rinfrescalingua?

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Ancora sull'Ikea

9:25 SP: ... blablabla
9:25 E.: blablablablabla ... blablabla ...
(conversazione fitta)
9:26 SP: blablablalblabla!
9:26 E.: blablablalblablablablablalblabla! Blablabla ... bla!
(conversazione fittissimissima)
9:27 SP: e poi domani potremmo anche andare a portare quelle stampe dal corniciaio!
(un po' di silenzio)

9:37 E.: sì
9:37 SP: e anche andare all'ikea!

(sono le 10:14 e E. è ancora chiuso nel suo mutismo)

Posted at 10:15 | Comments (3) | TrackBack


10.01.08

-

In fondo ci vuole così poco a rendere felice una persona sul posto di lavoro.
Oggi per esempio le registrazioni venivano particolarmente bene, la mia voce suonava più allegra e disinvolta del solito, gli immancabili tagli risultavano impossibili da cogliere anche all'orecchio più allenato, persino i comunicati sembravano scritti meglio.

Tutto perché mi hanno cambiato il mouse!

Adesso mi sento come quell'addetto del gioco di McDonald che per 5 minuti buoni smette di vomitare nei panini che vende perché il capo gli ha assegnato una spilletta tutta per sé.


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09.01.08

侘寂

Nel Giappone medievale i poeti e i sacerdoti zen indirizzavano i giapponesi verso aspetti del mondo ai quali di rado gli occidentali hanno dedicato pubblicamente un'attenzione più che trascurabile o casuale: fiori di ciliegio, pezzi deformi di ceramica, sentieri di ghiaia passata al rastrello, muschio, la pioggia che cade sulle foglie, cieli autunnali tegole di tetti, legno grezzo.
E' nata una parola, wabi, della quale non a caso nelle lingue occidentali manca un equivalente diretto, che individua la bellezza nelle cose modeste, semplici, incompiute, transitorie.
E' wabi trascorrere una serata da soli in una casetta nei boschi ad ascoltare la pioggia che cade. Wabi sono una serie scompagnata di stoviglie, recipienti anonimi, muri rovinati e pietre consunte dalle intemperie e coperte di muschi e licheni. I colori più wabi sono il grigio, il nero e il marrone.
Immergerci nell'estetica giapponese e coltivare una sintonia con le sue atmosfere può contribuire a prepararci per il giorno in cui, in un museo di ceramiche, c'imbatteremo per esempio in tazze da tè tradizionali create dall'artista Honnami Koetsu. Non crederemo - come avremmo fatto senza l'eredita di seicento anni di riflessioni sul fascino del wabi – che questi esemplari siano strani sgorbi fatti di materia informe. Avremmo imparato ad apprezzare una bellezza che non eravamo nati per vedere.

A. de Botton, “Architettura e felicità”


E' un fattorino che mastica un chewing-gum da elefante, a giudicare dall'energia e dall'estensione mandibolare a cui lo costringe la masticazione.
"Madame Michel?" chiede.
Mi caccia un pacchetto in mano.
"Non devo firmare niente?" chiedo.
Ma è già sparito.
E' un pacchetto rettangolare confezionato con carta da imballaggio, chiuso da uno spago dello stesso tipo di quello usato per chiudere i sacchi delle patate o per trascinare in giro per la casa un tappo di sughero allo scopo di far giocare il gatto e obbligarlo all'unico esercizio fisico a cui acconsente. In realtà quel pacchetto mi fa pensare alle confezioni di seta di Manuela poiché, sebbene nella fattispecie la carta sia più rustica che raffinata, c'è qualcosa di affine e profondamente adeguato nell'accurata autenticità del confezionamento. Si noterà come l'elaborazione dei concetti più nobili tragga origine dalla più consumata trivialità. Il bello è l'adeguatezza è un pensiero sublime sorto dalle mani di un fattorino ruminante.
Se ci riflettiamo seriamente un attimo, l'estetica non è altro che l'iniziazione alla Via dell'Adeguatezza, una sorta di Via del Samurai applicata all'intuizione delle forme autentiche. In ognuno di noi è radicata la conoscenza dell'adeguato. E' lei che, in qualsiasi momento, ci permette di cogliere ogni qualità dell'esistenza e nelle poche occasioni in cui tutto è armonia, di gioirne con l'intensità necessaria. E non parlo di quel genere di bellezza che è dominio esclusivo dell'Arte. Chi, come me, trae ispirazione dalla grandezza delle piccole cose, la insegue fino nel cuore dell'inessenziale, laddove, adorna di abiti quotidiani, sgorga da un certo ordine delle cose comuni e dalla certezza che è come deve essere, dalla convinzione che è proprio così.
Tolgo lo spago e strappo la carta. E' un libro, una bella edizione rilegata in cuoio blu scuro, ruvido al tatto, molto wabi. In giapponese, wabi significa "forma nascosta del bello, qualità, raffinatezza mascherata di rusticità". Non so esattamente cosa voglia dire, ma questa rilegatura è inequivocabilmente wabi".

Muriel Barbery "L'eleganza del riccio"


Wabi-sabi (in Kanji: 侘寂) costituisce una completa visione del mondo giapponese o estetica centrata sull'accettazione della transitorietà. L'espressione deriva dalle due parole wabi e sabi. L'estetica è talvolta descritta come quella della bellezza "imperfetta, impermanente e incompleta" (secondo quanto scritto da Leonard Koren nel proprio libro Wabi-Sabi: for Artists, Designers, Poets and Philosophers). È un concetto derivato dall'affermazione buddista dei Tre regni dell'esistenza — Anicca o, in giapponese, 無常 (mujyou), impermanenza.
Secondo Koren, il wabi-sabi è la più evidente e particolare caratteristica di ciò che consideriamo come tradizionale bellezza giapponese e nel pantheon giapponese "occupa all'incirca lo stesso posto dei valori estetici come accade per gli ideali di bellezza e perfezione dell'Antica Grecia in Occidente". Andrew Juniper afferma che "se un oggetto o un'espressione può provocare dentro noi stessi una sensazione di serena malinconia e un ardore spirituale, allora si può dire che quell'oggetto è wabi-sabi". Richard R. Powell riassume dicendo "(il wabi-sabi) nutre tutto ciò che è autentico accettando tre semplici verità: nulla dura, nulla è finito, nulla è perfetto".
Le parole wabi e sabi non si traducono facilmente. Wabi si riferiva originariamente alla solitudine della vita nella natura, lontana dalla società; sabi significava "freddo", "povero" o "appassito". Verso il 14esimo secolo questi significati iniziarono a mutare, assumendo connotazioni più positive.
Wabi identifica oggi la semplicità rustica, la freschezza o il silenzio, e può essere applicata sia a oggetti naturali che artificiali, o anche l'eleganza non ostentata. Può anche riferirsi a stranezze o difetti generatisi nel processo di costruzione, che aggiungono unicità ed eleganza all'oggetto. Sabi è la bellezza o la serenità che accompagna l'avanzare dell'età, quando la vita degli oggetti e la sua impermanenza sono evidenziati dalla patina e dall'usura o da eventuali visibili riparazioni.
Sia wabi che sabi suggeriscono sentimenti di desolazione e solitudine. Nella visione dell'universo secondo il Buddhismo Mayahana, questi possono essere visti come caratteristiche positive, che rappresentano la liberazione dal mondo materiale e la trascendenza verso una vita più semplice. La filosofia mahayana stessa, comunque, avverte che la compresione genuina non può essere raggiunta attraverso le parole o il linguaggio, per questo l'accettazione del wabi-sabi in termini non verbali può costituire l'approccio più giusto.
I concetti di wabi e sabi sono originariamente religiosi, ma l'uso che si fa attualmente di queste parola in giapponese è spesso abbastanza causale. In ciò si può notare la natura sincretica dei sistemi di credenze giapponesi.
Una traduzione molto semplice di wabi-sabi potrebbe essere bellezza triste.
Durante gli anni 90 il concetto è stato preso in prestito da sviluppatori software ed impiegato nella Programmazione agile e nelle Wiki per descrivere l'accettazione dello stato di continua imperfezione, prodotto costante di questi metodi.

Wikipedia

Bibliografia: Leonard Koren "Wabi Sabi. Per artisti, designer, poeti e filosofi", Ponte alle Grazie, 2002.

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07.01.08

P come Pigra

In questi giorni in cui nevicava troppo per pensare di riuscire a far emergere la macchina dal garage, ho visto tre (3) volte "T come Tigro" e ho scoperto di avere un autentico talento per far funzionare il camino.

T come Tigro

Posted at 19:34 | Comments (4) | TrackBack


06.01.08

Atonement

Da Espiazione un film di Joe Wright con Keira Knightley, James McAvoy, Romola Garai, Saoirse Ronan, Brenda Blethyn, Vanessa Redgrave, Juno Temple, Gina McKee, Michelle Duncan, Vivienne Gibbs

Espiazione

Robbie Turner, typing a letter of apology to Cecilia Tallis: "In my dreams I kiss your cunt, your sweet wet cunt. In my thoughts I make love to you all day long".

Robbie Turner: I'm sorry, you weren't meant to see that. It was the wrong version.
Cecilia Tallis: What was in the right one?
Robbie Turner: It was...
Cecilia Tallis: Not so anatomical?

Descrizione di Briony Tallis nel libro "Espiazione" di Ian McEwan: "She was one of those children possessed by a desire to have the world just so. Whereas her big sister’s room was a stew of unclosed books, unfolded clothes, unmade bed, unemptied ashtrays, Briony’s was a shrine to her controlling demon: the model farm spread across a deep window ledge consisted of the usual animals, but all facing one way—toward their owner—as if about to break into song, and even the farmyard hens were neatly corralled".

Posted at 21:12 | Comments (1) | TrackBack


03.01.08

Perturbazione atlantica

Nevica così tanto che indosso i Moon Boot anche dentro casa.

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