12.06.06

Walking down the street

La vedo mentre cammino all'inizio della via.
Lei vede me, dall'altro lato della strada.
Stringo di più la borsa e distolgo lo sguardo, continuando a camminare.
Faccio la vaga, ma con la coda dell'occhio mi pare di cogliere un'accelerazione del suo passo. Infinitesimale, quasi impercettibile. Ma io lo so: dentro di me lo so che ha capito che sto andando anche io a farmi la piega.
E che non posso perdere tempo. Scatta la competizione.
Affretto il passo e la supero all'esterno ma devo recuperare il tempo che impiegherò ad attraversare la strada.
Da lontano, l'insegna del parrucchiere si distngue già, e persino senza lenti riesco a leggerla.
Devo arrivare a suonare il campanello prima di lei, non posso permettermi di aspettare che le facciano la permanente.
Avverto i suoi occhi che valutano i miei tacchi, le incertezze sull'acciottolato e la strettezza della gonna che non mi consente una corsa fluida.
Calcolo la traiettoria: nel rush finale gioco il tutto per tutto attraversando la strada per obliquo, rischio di esser spalmata sull'asfalto da una Classe A ma non mi scompongo e soprattutto non perdo il ritmo.
Davanti alla porta lei stringe ancora l'interno e recupera: siamo quasi affiancate. Allungo un braccio per suonare prima io. Nel farlo, per poco non le asporto un seno.
"E che diamine signorina, faccia attenzione", mi dice mentre il resto di me raggiunge il mio dito indice e salgo tutta intera il gradino che mi separa dal podio.
Inaspettatamente, tira dritta e va per la sua strada.
Non ci pensava nemmeno a venire dal parrucchiere. Eppure quella nuance di turchino andava corretta.
Devo riconoscerlo: la camminata sciatica e la carta d'identità rilasciata dal Regno d'Italia non ne facevano un'avversaria così temibile.

Posted at 12.06.06 20:56 | TrackBack


Comments

un corto in parole. molto bello!

Posted by: Lele at 12.06.06 23:16

Piacevole iniziare la giornata leggendo questo post. Delizioso

Posted by: bret at 13.06.06 08:07

welcome to heels of fire!

Posted by: manuel calavera at 13.06.06 10:45

Hai reso perfettamente le emozioni e le ansie. Non vorrei fare il tipo che cià sempre la sua da dire... ma a me capita in banca, con un lungo marciapiede e torvi sguardi che si incrociano prima della trappola girevole. Piu che temere la piega li' tempo la segretaria con gli F24 cumulativi... peggio del colore.

Posted by: llutor at 13.06.06 12:05

"E che diamine signorina, faccia attenzione",

Mamma quanto rosica...... :)

Posted by: egoSconnesso.net at 13.06.06 12:33

Non commento spesso, ma ti leggo da un po'. Post carinissimo :-)))

Posted by: silentman at 13.06.06 12:40

Mi sono rasato a zero.
Ho risolto i miei problemi in questo campo.
Saluti,

A.

Posted by: A. at 13.06.06 13:51

Intendi cominciare ad allenarti in vista di future tenzoni?

Posted by: Fiodor at 13.06.06 14:01

Io i capelli me li taglio da solo. Ma purtroppo questo non risolve il problema perchè la concorrenza dei frizzanti amici della terza età è su tutti i fronti. Loro hanno fatto la guerra e sono più abili di noi giovani e una comparsa da partigiano in una fiction non basta per competere.

Posted by: pregnantboy at 13.06.06 14:29

Passavo per caso e, non per caso, ritornerò.
Bel blog, post molto divertente e simpatico.
Scrivi proprio bene :-)
Ciao.
Frank

Posted by: Frank at 14.06.06 10:36

Ahahah dev'essere stato una gara particolarmente emozionante

Posted by: mucio at 14.06.06 13:32

la nuance di turchino non viene mai corretta. Probabilmente le ultrasettantenni non riuscirebbero a riconoscersi fra di loro senza quella sfumatura indaco che rientra nella gamma dei colori fuori dallo spettro umano.

Posted by: tostoini at 14.06.06 17:08

ripasso, rileggo, risorrido

Posted by: stillpoint at 15.06.06 13:19
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