18.06.06

Torino Gay Pride 2006

Metti un pomeriggio a Torino. Dopo indugi, ripensamenti, pigri giri di telefonate e sms "si va oppure no? Ok, ma allora si fa così?".
A ogni passo sottolineare "vorrei vivere in questo palazzo, vorrei vivere in questo quartiere" e sentirsi rispondere "eh ma qua ci sono le prostitute e là ci sono gli spacciatori".
Metti parcheggiare nella via in cui hai effettivamente abitato e neanche ricordartene.
Arrivare in piazza Castello scorrendo vetrina per vetrina la via dello shopping, cercare in giro tracce della Torino bene di cui parlano Fruttero e Lucentini ne "La donna della domenica" e non trovarne: solo pallide imitazioni tra le signore in collant blu in questo pomeriggio afoso di metà giugno, e mariti arresi che le seguono a distanza:
- è ora di andare a preparare la braciolata se no si fa tardi per l'Italia, dice lui
- sì ma io voglio vedere come sono fatti, risponde lei.

Metti un clima da jungla, con l'umdità che sale piano dall'asfalto sporco, lo scirocco e la sua patina sabbiosa.
Intanto uno sciame di Vespe in piazza Castello satura il centro di monossido di carbonio e ali fluttuanti di persone vagolonano ai lati della strada ad aspettare loro, le Topolino e le avvisaglie del Gay Pride: gay, lesbian, bisexual, transgender, simpatizzanti e curiosi. La polizia in assetto da stadio.

Metti andare incontro al corteo per vie laterali in cui continuano a sfrecciare Vespe, seguendo via Giuseppe Barbaroux (GIURECONSULTO STATISTA RIVENDICATORE DELLA CIVILE EGUALITÀ NELLA RIFORMA DELLE LEGGI FATTA DAL RE CARLO ALBERTO AL PRINCIPIO DEL RINNOVAMENTO ITALIANO) per ritrovarsi all'angolo tra via Cernaia e piazza Solferino immersi nella musica di Lady Marmalade o il Time Warp del Rocky Horror Picture Show e l'immancabile YMCA.
Cercare una bandierina da portare a casa a ricordo dell'evento.

Ciao Mamma.
Se dovessi vedermi in qualche edizione del TG sfilare alla testa del corteo, proprio di fianco a Daniele Capezzone e Luxuria mentre sto mano nella mano con la mia amica Chiara, volevo dirti: non stare a pensare, ci facevamo coraggio a vicenda mentre li intervistavamo per la radio.

Tornare a casa contente e considerare che, la prossima volta che dovesse ricapitare un Gay Pride a Torino, potremmo essere vecchie che indicano i carri col bastone e sputano per terra.

Gay Pride Torino

[qui le altre foto]

Posted at 18.06.06 10:30 | TrackBack


Comments

ti è piaciuto o no alla fine?

Posted by: EuDaimon at 19.06.06 16:31

molto.

Posted by: SmokingPermitted at 19.06.06 18:29

mi fai pensare a quando facevo l'obiettore, lo Stato ci faceva arrivare le paghe in ritardo e, per protestare, insieme agli altri obiettori pensammo di partecipare al gay pride portando uno striscione con su scritto "obiettori senza paga da 6 mesi: anche noi lo prendiamo nel culo".
poi desistemmo perchè tutti avevano paura di cosa avrebbero pensato le rispettive ragazze...

Posted by: skorpio at 20.06.06 12:45

Bè skorpio magari c'era da interrogarsi su cosa avrebbero pensato i totmila manifestanti

Posted by: SmokingPermitted at 20.06.06 17:04

L'anno prossimo ci vado anche io, ma la manina non te la dò.
Ho visto le tue foto su flickr, belle.

Ciao

Posted by: skunk at 20.06.06 17:26

skunk: grazie per le foto.. per la manina fa niente, cercherò di farmi coraggio da sola. sob.

Posted by: SmokingPermitted at 21.06.06 09:21
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