30.06.06

Cronache dal Bel Paese

Si apre e si chiude con le fiamme bluastre delle saldatrici lo spettacolo "Cipputi: storie dal bel paese", portato in scena in anteprima assoluta all’Alfieri di Asti.
Allestito dal gruppo "Teatro dell’Archivolto" per la regia di Giorgio Gallione, il progetto celebra il trentesimo compleanno del personaggio di Francesco Tullio Altan e il centesimo della CGIL attraverso le suggestioni della satira, della cronaca, del racconto politico, della comicità.
Il pubblico è raccolto sul palco; le vignette di Altan prendono vita nelle microstorie che parlano di catene di montaggio fordiste, bordatura, foratura e pressatura, le cronache dei metalmeccanici italiani: un milione e ottocentomila tute blu, un milione e ottocentomila Cipputi e Bundazzi che pian piano, nel nostro Paese, stanno diventando invisibili.
Dopo una carrellata di battute al vetriolo, ironiche e incisive, quasi a tradimento compaiono i dati allarmanti degli infortuni sul lavoro, e l’amarezza inizia a prendere piede sul sarcasmo.
Intrecciate ai consigli ai metalmeccanici su "come avere un look mediatico che dia maggiore share nei network e più appeal nel target del business", si snocciolano le vergogne delle "fabbriche-lager che nel Guandong, regione meridionale della Cina, producono scarpe per la Timberland e per la Puma sfruttando i lavoratori con turni di 16 ore, dalle 7 alle 23".
La descrizione cruda dei sintomi del mesotelioma, poi, turba il pubblico sulle poltrone: qualcuno si agita, gli occhi si fissano sulla polvere che cade lenta e all’apparenza innocua come l’amianto che ha prodotto la "peste di Monfalcone", alla Fincantieri.
E di nuovo la musica, tra canzoni inedite e canzoni tradizionali alcune di Gaber, altre dello stesso Altan. E di nuovo una denuncia: questa volta tocca agli stabilimenti di Melfi "dove 5mila operai producevano 1.500 auto al giorno con salari inferiori del 20% rispetto a quelli dei loro colleghi in altri stabilimenti: a Mirafiori 16mila operai producevano meno di 800 auto al giorno".
A questo punto c’è posto anche per un botta e risposta sull’attualità: sulla sinistra al governo i cui leader sarebbero così increduli da passare il tempo a prendersi a schiaffi l’un l’altro per essere sicuri che non si tratti di un sogno.
Un’ora e venti minuti di spettacolo che emoziona e tiene viva l’attenzione, procedendo con ritmo serrato e arrivando a guadagnarsi un lungo, sentito applauso.

Posted at 30.06.06 18:42 | TrackBack


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