07.05.05

Dalla Fiera del libro torni

Dalla Fiera del libro torni con le gambe che non si piegano più; appesantita da: un paio di Nothomb (segnatamente: "Dizionario dei nomi propri" e "Biografia della fame"); "La magia della scrittura", una partecipazione azionaria di Fazi come omaggio per l'acquisto di: "Fate a New York" - Millar, "Il mare di legno" - Carroll, "Girls" - Kelman, "Il Libro dei Teschi" - Silverberg.
Allo stand Minimum Fax freni la mania dell'acquisto perchè pensi chi te lo fa fare di comprare libri in fiera quando sul sito si può approfittare degli sconti, consegna inclusa.
Alla quinta ora ti ritrovi immersa in una conferenza della Bresso, che è anche presidente della Fiera del Libro, quando per dirla tutta stavi cercando solo un posto in cui sederti.
Alla quinta ora e quattro minuti vorresti che si zittissero tutti i relatori della conferenza, e cessasse il vocio della gente: la Fiera del Libro dovrebbe essere un luogo di silenzio, una specie di quiet party.
Dal comprare nuovi libri ti trattiene la semplice idea che non avrai tempo; sarebbe una gran promozione quella in cui con tre libri ti regalano dodici minuti aggiuntivi di vita, anzichè una borsa cerata. Soprattutto perchè deve essere un vero peccato se ti capita di morire proprio mentre sei a metà di un libro che ti piace molto.

Amélie Nothomb

Dizionario dei nomi propri

L’insonnia di Lucette durava ormai da otto ore. Nel suo ventre, il bimbo aveva il singhiozzo dal giorno avanti. Ogni quattro o cinque secondi un sussulto gigantesco scuoteva il corpo di quella fanciulla di diciannove anni, che un anno prima aveva deciso di diventare sposa e madre.
La fiaba era cominciata come un sogno: Fabien era bello e diceva di essere pronto a tutto per lei, che lo aveva preso in parola. L’idea di giocare al matrimonio aveva divertito quel ragazzo della sua età, e la famiglia, perplessa e commossa, aveva assistito allo spettacolo di quei due bambini che indossavano gli abiti nuziali.
Poco tempo dopo, trionfante, Lucette aveva dato l’annuncio della sua gravidanza.
La sorella maggiore le aveva chiesto:
- Non è un po’ presto?
- Non sarà mai presto abbastanza! –aveva risposto la piccola, esaltata.

Poco a poco, la situazione aveva perso i suoi contorni di favola. Fabien e Lucette litigavano in continuazione. Lui, un tempo così felice della gravidanza, ora le diceva:
-Sarà meglio che tu la smetta di fare la pazza quando nascerà il bambino!
-Cos’è, una minaccia?
Lui se ne andava sbattendo la porta.

Lei, però, era sicura di non essere pazza. Voleva che la vita fosse intensa e piena. Bisognava essere pazzi per pensarla altrimenti! Voleva che ogni giorno, ogni anno, le dessero il massimo.
Adesso, si rendeva conto che Fabien non era all’altezza. Era un ragazzo normale. Aveva giocato al matrimonio e ora giocava a fare l’uomo sposato. Non aveva nulla del principe azzurro. Lei lo stuzzicava. Lui diceva:
-Ci risiamo, un altro attacco isterico.
A volte, lui era gentile. Le carezzava il ventre dicendo:
-Se è un maschietto, si chiamerà Tanguy. Se è una femmina, Joëlle.
Tra sé e sé, Lucette odiava quei nomi.
Nella biblioteca del nonno, aveva consultato un’enciclopedia del secolo precedente. C’erano nomi fantasmagorici, presaghi di ispidi destini. Lucette li annotava coscienziosamente su pezzetti di carta che a volte perdeva. In seguito, capitava che qualcuno ne trovasse, qua e là, un brandello stropicciato con su scritto “Eleuthère” o “Lutegarde”, e nessuno capiva il senso di quei cadaveri eccellenti.

Molto presto, il bambino aveva cominciato a muoversi. Il ginecologo diceva che non gli era mai capitato di avere a che fare con un feto così agitato:
– «E’ un caso eccezionale!».
Lucette sorrideva. Il suo bambino era già fuori dal comune. Era l’epoca non molto lontana in cui non era ancora possibile conoscere in anticipo il sesso del nascituro. Alla giovane non importava.
-Sarà un ballerino o una ballerina – aveva decretato con la testa piena di sogni.
-No – diceva Fabien. – Sarà un calciatore o una rompicoglioni.
Lei lo guardava fulminandolo con gli occhi. Lui non parlava con cattiveria, voleva soltanto punzecchiarla. Ma lei vedeva in queste affermazioni da bambinone il marchio di una volgarità insormontabile.
Quando era sola e il feto si muoveva come un pazzo, lei gli parlava con dolcezza:
-Dai, balla, bimbo mio. Ti proteggerò io, non ti lascerò mai diventare un Tanguy calciatore o una Joëlle rompicoglioni, sarai libero di ballare dove vorrai, all’Opéra di Parigi o per tutte le strade del mondo.

Posted at 07.05.05 17:28 | TrackBack


Comments

vista l'ora non ho voglia di controllare ma millar è quello di io, suzy e i led zeppelin e alby starvation? se sì, quando lo avrai letto dimmi come l'hai trovato...suzy mi è piaciuto alby non molto...
:)

Posted by: ivan at 08.05.05 00:45

Neil Gaiman, nell'introduzione a "Fate a New York", dice che una volta ha trovato il titolo "Milk, Sulphate and Alby Starvation" catalogato tra i libri di medicina relativi all'alimentazione.

Posted by: chiaraaa at 08.05.05 17:21

AHHH! Eri alla fiera e non ci siamo incontrati!!! :(

Posted by: theo at 08.05.05 19:00

re: neil gaiman, l'episodio mi ricorda l'imbarazzo degli edicolanti all'uscita del primo numero nel '77 della rivista musicale 'il mucchio selvaggio'
:)

Posted by: ivan at 08.05.05 19:14

theo: ecco :(

Posted by: chiaraaa at 08.05.05 19:53

ivan: gh :)

Posted by: chiaraaa at 08.05.05 19:56

ah dimenticavo, ho visto che sono ancora linkato nel tuo blog photos-permitted...
p.s.: ma i numeri da copiare nei commenti li devo imparare a memoria?
:)))

Posted by: ivan at 08.05.05 20:02

ivan: qualcuno consiglia di sceglierne una serie e giocarli :)

Posted by: chiaraaa at 08.05.05 20:06

bene, allora ho fatto bene a fare sempre il cut 'n paste :)

Posted by: ivan at 08.05.05 20:25

Ma no, pure stavolta ci siamo persi? eheh questo derby alessandria asti non s'ha proprio da fare ;)

Va beh, ma verrà giorno...

Posted by: bru at 08.05.05 22:39

...io leggo sempre l'ultima pagina... (harry ti presento sally)

Posted by: hobbs at 09.05.05 01:06

BIsognerà organizzare una spedizione punitiva... ;-)

Posted by: theo at 09.05.05 10:00

Ma proprio punitiva?!

Posted by: chiaraaa at 09.05.05 11:10
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