31.05.05

La Monroe diceva "Sono stata

La Monroe diceva "Sono stata una bionda, a modo mio".
Ecco, io oggi sto riflettendo sull'opportunità di smettere.

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30.05.05

La condanna dell'emigrante

Sabatino scambio di sms con Egotique

Lei: Sono a Fe, alle 5 che fai?
Io: Alle 5 e qualcosa mi libero dal parentame accorso per il mio compleanno; aperitivo alle 7 che alle 8 ceno con gente?
Lei: Alle 5 e mezza mi trascinano a Rimini. Domani? Oppure ti mando una foto o un filmato!
Io: Domani prima di pranzo? Subito dopo torno verso Asti..
Lei: Prima di pranzo mi tocca come minimo il giro del Po in barca con mio padre..
Io: Ok, andiamo con foto e filmati :)

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27.05.05

cinque euro

E' un periodo che in qualunque angolo guardi, ci trovo cinque euro.

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Colorstrology

via Carla di MyPlanet scopro questo.

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26.05.05

Per sole donne

Se vuoi passare in fretta dal parrucchiere, basta dire che devi andare a casa ad allattare.

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Preghierina della sera

Dio, al momento giusto per favore ricordati che stasera la sottoscritta non ha mandato nessun sms agli amici milanisti.
Grazie.
Volevo dire amen.

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25.05.05

Historia magistra vitae

Argomento clou della mia cena di compleanno: "Oh! Come trent'anni fa: il Papa muore, la Juve vince lo scudetto, il Liverpool la Champions!"

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Il corso di inglese

SmokingPermitted: "dovrei rifare un corso di inglese.."
E.: "basta internet: leggi roba in lingua!"
SmokingPermitted: "leggo, ma non ascolto.."
E.: ".. ti scarichi film in lingua!"
SmokingPermitted: "poi ascolto, ma non parlo.."
E.: ".. ti prendi Skype e chiami un inglese a caso!"

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29

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24.05.05

1) Per qualche strana ragione

1) Per qualche strana ragione l'omogeneizzato della Mellin ha lo stesso odore dei liquidi per la permanente. Per nessuna ragione al mondo esce dal barattolino finchè non ci si infila dentro un cucchiaio, e a quel punto ne viene fuori intero, con la forma del barattolino.
2) Per qualche strana ragione preparando l'insalata di riso, metto il riso in una tazza da caffelatte per dosarlo e poi cerco il tempo di cottura sulle pareti della tazza anzichè sulla confezione. E la giro anche, non trovandolo. Poi, quando mi accorgo dello sciocco errore, metto la tazza nella dispensa e appendo al gancio il cartone di riso.
3) Per qualche strana ragione, alla parola 'compleanno' mi viene il magone.

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21.05.05

Raccolgo il testimone dall'Intempestiva vicina

Raccolgo il testimone dall'Intempestiva vicina di capoluogo e rispondo alle cinque domande in voga:

Volume totale dei File Musicali sul mio pc:
180 giga

L’Ultimo Cd che ho comprato:
Queens of the stone age, Lullabies To Paralyze

La Canzone che sto ascoltando adesso:
"Death valley '69", Sonic Youth + Lydia Lunch (mi sto facendo una cultura in vista di Ferrara Sotto Le Stelle), e a ruota mentre scrivo "Banquet", dei Bloc Party

Cinque canzoni che ascolto spesso o che significano molto per me:
Tool: Schizm
Erik Satie: Gymnopédies
Sophia: Is it any wonder
Skunk Anansie: Secretly
Moby: Why does my heart feel so bad

Passo il testimone a:
Jorma
Stark
OninO
Stillpoint
il buon(?) Skorpio

A heart of stone, a smoking gun
I can give you life, I can take it away

A heart of stone, a smoking gun
I'm working it out
Why'd you feel so underrated?
Why'd you feel so negated?

Turning away from the light
Becoming adult
Turning into my soul
I wanted to bite not destroy
To feel her underneath
Turning into my soul

She don't think straight
She's got such a dirty mind and it never ever stops
And you don't taste like her and you never ever will
And we don't read the papers, we don't read the news
Heaven's never enough, we will never be fooled

And if you feel a little left behind
I will see you on the other side

Cos I'm on fire
I'm on fire when you come

I'm on fire so stub me out

Banquet, Bloc Party

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Euro-Lira

Un euro per il carrello del Famila, due euro per il carrello dell'Esselunga.
In totale, seimila lire mal contate immobilizzate nel posacenere della macchina in vista della spesa.
Pensare che prima dell'avvento della moneta unica, con una cinquecentolire te la cavavi egregiamente..

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20.05.05

Star Wars: Episode III - Revenge of the Sith

Da Star Wars Episodio III - La vendetta dei Sith, un film di George Lucas, con Ewan McGregor, Natalie Portman, Hayden Christensen, Ian McDiarmid, Pernilla August, Samuel L. Jackson, Frank Oz

Padme: "E' così che muore la libertà! In un applauso scrosciante"

starwars3

via SatNews

La brutta notizia è che Guerre Stellari così come lo si conosce "morirà" con Episodio 3. La buona è che comunque si potranno gustare le avventure della galassia lontana lontana almeno in televisione, con una serie che potrebbe essere realizzata nei prossimi tre o quattro anni. A confermarlo è stato il produttore di Star Wars, Rick McCallum.

"Non ci saranno Star Wars VII, VIII, IX, questo è sicuramente l'ultimo capitolo sul grande schermo per la saga, siamo troppo vecchi per continuare. Ma c'è un'idea di esplorare i 20 anni tra l'episodio III e il IV, in una serie televisiva, con circa 101 ore di programmazione". Ad affermarlo il produttore della pellicola Rick McCallum. "L'idea l'ha avuta George Lucas, fra tre o quattro mesi decideremo se realizzarla - ha aggiunto McCallum -. Portare la storia in Tv, richiederà almeno 3 o 4 anni di lavoro ma è un'esperienza che George ha già fatto con 'Le Avventure di Indiana Jones"'.

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19.05.05

New Romantic

Asti, esterno giorno.
Lui: "Sì però io ti amo.."
Lei: "Scusa ma mi viene da vomitare."

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Banksy

banksy

Graffiti su pietra simil-primitivi, se non fosse che l'uomo ha un carrello da supermercato: è la nuova provocazione di Banksy, l'artista inglese che beffa i guardiani ed espone "a tradimento" nei più importanti musei del mondo. Stavolta, dopo alcuni grandi musei di New York e Parigi, è tornato a colpire a Londra (dove aveva già "esposto" alla Tate Gallery), al British Museum, dove ha piazzato la bizzarra opera d'arte.

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17.05.05

Certo; c'è un cielo orrendo

Certo; c'è un cielo orrendo da due giorni; da due giorni io evito di annaffiare le piante, che tanto prima o poi piove; appena reputo che fucsie gerani menta salvia surfinie e primule siano arrivate a un punto oltre il quale c'è solo la morte, mi sobbarco litri e litri di acqua, le bagno con dedizione e amore, poi le spruzzo anche di detersivo contro gli afidi; mezz'ora dopo si aprono le cateratte dei cieli e un diluvio universale inonda il balcone.

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Il Mercante di Venezia

Da Il mercante di Venezia, un film di Michael Radford, con Al Pacino, Lynn Collins, Jeremy Irons, Charlie Cox, Joseph Fiennes, Kris Marshall, Zuleikha Robinson

"Non ha occhi un ebreo? non ha un ebreo mani, organi, membra, sensi, emozioni, passioni? non si nutre dello stesso cibo, non è ferito dalle stesse armi, non è soggetto alle stesse malattie, non è scaldato e gelato dalla stessa estete e dallo stesso inverno come un cristiano? se ci pungete, non facciamo sangue? se ci avvelenate, non moriamo?"
Shylock

Il Mercante di Venezia

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Snob Effect

Chiudendo il libro Snob di Julian Fellowes, ieri sera prima di addormentarmi, mi sono resa conto che come segnalibro sto usando un assegno da #millecinquecentocinquanta# euro.

C'è stato un tempo in cui la tribuna della Royal Enclosure ad Ascot era davvero un luogo sacro, in cui principi e duchesse, famose bellezze e milionari passeggiavano sui prati curati in haute couture, e Edoardo VIII poteva accogliere l'incauto aristocratico che osò presentarsi un giorno in giacca di tweed con un: «Sta andando a caccia di topi, per caso?». Oggi, però, tra i visitatori della Enclosure fanno bella mostra di sé soprattutto uomini d'affari di mezza età accompagnati da consorti in chiassose mise di chiffon . I membri della più ristretta e antica aristocrazia inglese non hanno, tuttavia, cessato per questo di trarre un piacere quasi commovente dal vestirsi e comportarsi ad Ascot come se fossero a un elegante ed esclusivo evento fatto apposta per loro, e se ne vanno in giro per la Royal Enclosure salutandosi l'un l'altro come se partecipassero a un raduno ai giardini di Ranelagh nel 1770. Dalle gradinate della tribuna, Edith Lavery, la giovane e attraente figlia di un noto revisore di conti londinese, li sta, in questo momento, guardando con curiosità e attenzione. Edith non conosce nessuno di loro, nessun principe e nessuna duchessa, anche se, dopo il cocktail party che ha dato al Claridge, è stata ricevuta dalle figlie di svariati pari d'Inghilterra, compreso un duca. La sua frequentazione dell' upper class londinese (della «corte», come dice con una certa ironia sua madre) è però finita lì. Del resto, Edith non vive in un castello in campagna, ma in un appartamento su Elm Park Gardens, nella parte sbagliata di Chelsea; e la galleria dei ritratti della sua famiglia si arresta miseramente al nonno di suo padre, immigrato ebreo giunto in Inghilterra nel 1905 per sfuggire ai pogrom del defunto e non compianto zar Nicola. In compagnia di un attore e di una coppia di amici, Edith attende con pazienza l'arrivo della famiglia reale e pensa che nessun conte, nessun principe e nessun duca noterà la sua grazia giovanile, il suo elegante tailleur di lino celeste, il suo cappellino tondo senza tesa che le scende lievemente sulla fronte e le dà un'aria frivola e così sobria e chic, così in netto contrasto con le matrone di Ascot e i loro fronzoli di organza. Quello che l'attraente figlia del revisore di conti ignora è che, subito dopo la giovanile figura di Zara Phillips, l'unica esponente della famiglia reale presente in succinto abbigliamento da spiaggia, davanti ai suoi occhi appariranno i lineamenti carnosi e affabili di Charles, conte di Broughton, erede del marchese di Uckfield, figlio di Lady Uckfieldy, la celebre e terribile Googie, ancien riche che ha accresciuto la sua ricchezza con la Thatcher e l'ha raddoppiata con l'accomodante New Labour, aristocratico purissimo e… suo prossimo consorte.

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16.05.05

Sudoku

There is really only one rule:

Fill in the grid so that
every row,
every column, and
every 3 x 3 box
contains the digits 1 through 9.

That's all there is to it.

There's no math involved.
The grid has numbers, but nothing has to add up to anything else. You solve the puzzle with reasoning and logic.

It's fun. It's challenging. It's addictive!

Come anni fa il cubo di Rubik, si sta diffondendo in Europa la passione per un rompicapo matematico. In Inghilterra lo chiamano So Doku, e ha gia conquistato milioni di persone capaci di farsi rovinare la giornata da uno schema troppo difficile. In Giappone, dove nasce come fenomeno di massa si chiama Sudoku ed è popolarissimo. Si tratta di una griglia di 9 caselle per nove, a sua volta divisa in altre 9 macrocaselle quadrate (da 3 x 3. Partendo dai numeri dati come inizio dello schema, il giocatore deve disporre i numeri da 1 a 9 in modo che ogni riga, orizzontale e verticale, e ogni sotto gruppo di 9 caselle contenga l'intera sequenza di cifre da 1 a 9. Un innocuo passatempo capace, pare, di generare veri e propri fenomeni di dipendenza nei soggetti predisposti, e di far vendere un sacco di copie ai giornali che propongono il geniale giochetto.

In attesa di vedere quale sarà il primo giornale italiano a cogliere la palla al balzo, buon divertimento.


Via Indymedia

SUDOKU

Sudoku è un rompicapo apparentemente semplice, eppure ha numerose strategie. Nonostante i numeri la matematica non c’entra, né si devono fare operazioni di alcun genere. Al posto dei numeri potrebbero esserci lettere o simboli, ma coi numeri funziona meglio. Si risolve con la logica e il pensiero laterale.
È stato inventato in Giappone, ma è basato su una matrice numerica, detta “quadrato latino”, ideata dal matematico svizzero Eulero nel XVIII secolo. Sta diffondendosi in tutto il mondo in maniera contagiosa.

Come si gioca
Sudoku consiste in un diagramma di 81 quadretti con dei numeri all’interno, disposti in modo simmetrico.
L’obiettivo del gioco consiste nel riempire il diagramma in modo che in tutte le righe orizzontali, in tutte le colonne verticali e in tutti quadrati 3x3 (col bordo più spesso) compaiano una sola volta i numeri da 1 a 9.

Regole del Gioco
Sudoku ha una sola regola: completare il diagramma in modo che tutte le righe orizzontali, tutte le colonne verticali e tutti i nove quadrati di 3x3 quadretti contengano i numeri da 1 a 9.
In nessuna riga, colonna e quadrato 3x3 può apparire due volte lo stesso numeroRisolvere un Sudoku
Per risolvere un Sudoku si parte dai numeri stampati all’interno del diagramma. Grazie a questi numeri è possibile, usando soltanto la logica, dedurre dove collocare i numeri mancanti.
Si comincia in genere dai numeri più presenti. I numeri stampati sono in pratica degli “indizi” grazie ai quali possiamo escludere la presenza di alcuni numeri in alcune righe, colonne e quadrati 3x3.
Se in una riga o colonna o quadrato 3x3 c’è già, ad esempio, un 7, è evidente che non potrà essercene un altro, perché lo stesso numero non non può apparire due volte nella stessa riga, colonna o quadrato 3x3.
Escludendo con questo metodo alcuni quadretti arriveremo a individuare dove collocare un dato numero. Ogni numero inserito è un’informazione supplementare che ci consente di progredire fino al riempimento del diagramma e quindi alla soluzione del rompicapo.


Via NonZero

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14.05.05

Il Male - Esercizi di pittura crudele - da Beato Angelico a Diabolik

Che la ragazza che oblitera i biglietti per l'ingresso alla mostra di cognome faccia Terribile dà un'agghiacciante sensazione di coerenza.

Da Giotto a Egon Schiele. Da Tiziano a Andy Warhol. Artisti di tutti i tempi guardano in faccia alla dura realtà del male. Corpi lacerati, teste mozzate, carneficine, torture e decapitazioni bibliche: questi i soggetti delle quasi cinquecento opere tra dipinti, sculture, fotografie, fumetti e spezzoni di film che Vittorio Sgarbi ha scelto per raccontare il lato oscuro della nostra vita. In mostra a Torino un calderone di crudeltà che porta una ventata di originalità in una stagione espositiva all'insegna dell'understatement...

di Emanuela Borgatta
e.borgatta@eartmagazine.com

Torino presenta l'ennesimo capolavoro di Vittorio Sgarbi. Dopo la mostra Da Tiziano a Caravaggio e a Tiepolo, la Palazzina di Caccia di Stupinigi ospita Il Male. Esercizi di pittura crudele, un'imponente e grandiosa “opera al nero”, capace di contrapporsi al biancore – indubbiamente buonista - della vasta rassegna Gli impressionisti e la neve, che sta mietendo lo scontato successo di pubblico alla Promotrice delle Belle Arti, al parco del Valentino. Solo un critico immodesto e “cattivo”, quale è Vittorio Sgarbi per antonomasia, avrebbe potuto pensare così in grande e raggruppare oltre cinque secoli di arte figurativa e non - più di duecento opere tra dipinti e sculture, oltre a una ricca selezione di fotografie, fumetti e immagini cinematografiche – a disegnare una topografia del dolore, inflitto o subito, della violenza, della perversione, del lato oscuro della nostra vita. L'esposizione – vietata ai minori di 14 anni – guarda, principalmente, all'arte occidentale e a quella legata al soggetto, a partire da Giotto che Vittorio Sgarbi ritiene punto di partenza nell'iconografia del male con il suo Giuda nell'atto di baciare Gesù, conservato alla Cappella degli Scrovegni. Da qui parte un viaggio che va dal Beato Angelico a Egon Schiele e ad Andy Warhol, passando per le pennellate dense e dai colori accesi dell'Apollo e Marsia di Tiziano, per i guizzi audaci del Caravaggio del Fanciullo morso da un ramarro, per le maschere di strazio di Adolfo Wildt, per le opere dell'ansiogeno Francis Bacon e di tanti altri artisti. Il percorso che si snoda sotto gli occhi del visitatore, a partire dal Medioevo per giungere ai giorni nostri, sembra rappresentare un costante punto interrogativo sull'atteggiamento degli uomini nei confronti del danno, della pena e della cattiveria: argomenti tabù che si vuole celare o nascondere poiché, se svelati, potrebbero turbare il nostro equilibrio che, sempre più spesso, viene visto come sinonimo assoluto di bene. Molto si è discusso a questo proposito sull'effettiva necessità di organizzare una mostra simile in tempi turbolenti come il nostro, perdendo di vista quello che è lo scopo principale di questo viaggio: la provocazione. Si spera che il pubblico sia disposto ad ammettere un principio masochista ma naturale: il male è molto più divertente del bene. Basta poco per accorgersi che questa affermazione ha del vero: ricordiamo più facilmente i canti danteschi dell'Inferno o quelli del Paradiso? Le liriche di Gabriele d'Annunzio o di Giosuè Carducci? Le poesie struggenti di Giacomo Leopardi o l'amore contrastato tra Renzo e Lucia raccontato da Alessandro Manzoni? Facile sorridere davanti a queste domande, consapevoli delle risposte. Ed è proprio questo lo spirito, impertinente, con cui va affrontato il viaggio nella Palazzina di Caccia di Stupinigi, assaporando i momenti migliori di una mostra che ha alti e bassi proprio perché ricchissima, e che trova la sua massima realizzazione nel passaggio tra XIX e XX secolo: il simbolismo mitteleuropeo combacia perfettamente con il surrealismo di Alberto Martini per poi approdare a un maestro del XXI secolo come Enrico Colombotto Rosso, vero trionfatore – a nostro parere - della mostra. Appartengono alla sua collezione privata molte delle tele più interessanti fra quelle esposte e solo i suoi lavori esprimono appieno la condizione dell'io alla fine del ‘900: un io frammentario, figlio della psicoanalisi, in costante crisi. Un io che ha bisogno di dipingere le pieghe più dolorose della propria anima per riconoscersi appieno. Unica nota stonata della mostra potrebbe essere quella relativa all'ultima parte, dove vengono – sommariamente - riunite le letture del male di tre mezzi espressivi come cinema, fumetto e fotografia (con un accenno alla letteratura), e in cui vengono presentati - solo per fare alcuni esempi – filmati con gli aerei dei kamikaze che si infilano nelle Torri Gemelle accanto a fumetti di Diabolik, immagini fotografiche con il campo di concentramento di Auschwitz e con le testimonianze degli atti distruttivi compiuti dal terrorismo islamico accanto a scene tratte dai film Il silenzio degli innocenti e Arancia Meccanica di Stanley Kubrick. Crediamo che sarebbe interessante sviluppare tutti questi concetti in separata sede dove potrebbero dare adito a curiosi sviluppi. La mostra di Vittorio Sgarbi rimane, comunque, una rassegna ben confezionata, una straordinaria “horror story” che mette in scena, con scrupolo filologico, tutto il male del mondo e di cui speriamo i visitatori futuri possano fruire della presenza di un'opera, purtroppo, mancante nei primi giorni di apertura: La Medusa di Rubens.
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12.05.05

Da Passepartout

"Il concetto di modernità nasce nel 1912 a Parigi, quando Cocteau dice a Waslaw Nijinsky: «Mi sorprenda!»"
Philippe Daverio


"Io non divulgo, io travolgo"

Mr. Fogg Ruggero Bianchi


PdC: "Non si vedono le stelle"
SmokingPermitted: "Sono dietro al sipario"


"Non è opportuno non uccidere Silvio Berlusconi?"

"Piero Angela e il figlietto..."

"Ogni giorno imparo una cosa nuova" (Alberoni suggerisce di fare la stessa cosa in "Vivere, amare, capirsi")

"L'Apocalissi di Giovanni? Parole in libertà"

"L'importante è vivere a contatto con la realtà. Non come la finanza creativa di Tremonti, per esempio."

Roberto Vacca

Riferimenti:
Calcolo indice di Leggibilità: la formula GULPEASE
Vocabolario di base della lingua italiana, Tullio de Mauro

Postilla:
Incipit della prima domanda dal pubblico:

"Cioè.. prima parlavate che.."

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11.05.05

Preppy: "Se proprio devo dirti

Preppy: "Se proprio devo dirti come mi sento, ecco, sono tramortita e felice. Credo che anche la Consoli avrebbe voluto cantare 'tramortita e felice', non fosse stato metricamente intollerabile."

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10.05.05

Netdisaster

NETDISASTER

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Passepartout

L'inaugurazione del Passepartout Festival mi fa tornare in mente quella mattina che, atterrando all'aeroporto di Iguazu, tra i tanti che aspettavano con un cartello in mano passeggeri sconosciuti, un signore aspettava un viaggiatore di nome Jules Verne.
Avrei voluto fermarmi per vedere in che hotel sarebbe sceso.

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09.05.05

Ultimi giorni del corso di Yoga

La più grande soddisfazione che ho raggiunto praticando yoga per un anno è quella di riuscire ad avere l'elasticità e l'equilibrio necessari a tirare lo sciacquone nelle toilettes pubbliche con un calcio preciso e delicato.

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08.05.05

Link in musica

Here we are.

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Suspiria

Guardando Suspiria (1977) noto un'inquietante somiglianza tra la protagonista Jessica Harper e certi soggetti di Mark Ryden.

The Only Thing More Terrifying Than The Last 12 Minutes Of This Film Are The First 92

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07.05.05

Dalla Fiera del libro torni

Dalla Fiera del libro torni con le gambe che non si piegano più; appesantita da: un paio di Nothomb (segnatamente: "Dizionario dei nomi propri" e "Biografia della fame"); "La magia della scrittura", una partecipazione azionaria di Fazi come omaggio per l'acquisto di: "Fate a New York" - Millar, "Il mare di legno" - Carroll, "Girls" - Kelman, "Il Libro dei Teschi" - Silverberg.
Allo stand Minimum Fax freni la mania dell'acquisto perchè pensi chi te lo fa fare di comprare libri in fiera quando sul sito si può approfittare degli sconti, consegna inclusa.
Alla quinta ora ti ritrovi immersa in una conferenza della Bresso, che è anche presidente della Fiera del Libro, quando per dirla tutta stavi cercando solo un posto in cui sederti.
Alla quinta ora e quattro minuti vorresti che si zittissero tutti i relatori della conferenza, e cessasse il vocio della gente: la Fiera del Libro dovrebbe essere un luogo di silenzio, una specie di quiet party.
Dal comprare nuovi libri ti trattiene la semplice idea che non avrai tempo; sarebbe una gran promozione quella in cui con tre libri ti regalano dodici minuti aggiuntivi di vita, anzichè una borsa cerata. Soprattutto perchè deve essere un vero peccato se ti capita di morire proprio mentre sei a metà di un libro che ti piace molto.

Amélie Nothomb

Dizionario dei nomi propri

L’insonnia di Lucette durava ormai da otto ore. Nel suo ventre, il bimbo aveva il singhiozzo dal giorno avanti. Ogni quattro o cinque secondi un sussulto gigantesco scuoteva il corpo di quella fanciulla di diciannove anni, che un anno prima aveva deciso di diventare sposa e madre.
La fiaba era cominciata come un sogno: Fabien era bello e diceva di essere pronto a tutto per lei, che lo aveva preso in parola. L’idea di giocare al matrimonio aveva divertito quel ragazzo della sua età, e la famiglia, perplessa e commossa, aveva assistito allo spettacolo di quei due bambini che indossavano gli abiti nuziali.
Poco tempo dopo, trionfante, Lucette aveva dato l’annuncio della sua gravidanza.
La sorella maggiore le aveva chiesto:
- Non è un po’ presto?
- Non sarà mai presto abbastanza! –aveva risposto la piccola, esaltata.

Poco a poco, la situazione aveva perso i suoi contorni di favola. Fabien e Lucette litigavano in continuazione. Lui, un tempo così felice della gravidanza, ora le diceva:
-Sarà meglio che tu la smetta di fare la pazza quando nascerà il bambino!
-Cos’è, una minaccia?
Lui se ne andava sbattendo la porta.

Lei, però, era sicura di non essere pazza. Voleva che la vita fosse intensa e piena. Bisognava essere pazzi per pensarla altrimenti! Voleva che ogni giorno, ogni anno, le dessero il massimo.
Adesso, si rendeva conto che Fabien non era all’altezza. Era un ragazzo normale. Aveva giocato al matrimonio e ora giocava a fare l’uomo sposato. Non aveva nulla del principe azzurro. Lei lo stuzzicava. Lui diceva:
-Ci risiamo, un altro attacco isterico.
A volte, lui era gentile. Le carezzava il ventre dicendo:
-Se è un maschietto, si chiamerà Tanguy. Se è una femmina, Joëlle.
Tra sé e sé, Lucette odiava quei nomi.
Nella biblioteca del nonno, aveva consultato un’enciclopedia del secolo precedente. C’erano nomi fantasmagorici, presaghi di ispidi destini. Lucette li annotava coscienziosamente su pezzetti di carta che a volte perdeva. In seguito, capitava che qualcuno ne trovasse, qua e là, un brandello stropicciato con su scritto “Eleuthère” o “Lutegarde”, e nessuno capiva il senso di quei cadaveri eccellenti.

Molto presto, il bambino aveva cominciato a muoversi. Il ginecologo diceva che non gli era mai capitato di avere a che fare con un feto così agitato:
– «E’ un caso eccezionale!».
Lucette sorrideva. Il suo bambino era già fuori dal comune. Era l’epoca non molto lontana in cui non era ancora possibile conoscere in anticipo il sesso del nascituro. Alla giovane non importava.
-Sarà un ballerino o una ballerina – aveva decretato con la testa piena di sogni.
-No – diceva Fabien. – Sarà un calciatore o una rompicoglioni.
Lei lo guardava fulminandolo con gli occhi. Lui non parlava con cattiveria, voleva soltanto punzecchiarla. Ma lei vedeva in queste affermazioni da bambinone il marchio di una volgarità insormontabile.
Quando era sola e il feto si muoveva come un pazzo, lei gli parlava con dolcezza:
-Dai, balla, bimbo mio. Ti proteggerò io, non ti lascerò mai diventare un Tanguy calciatore o una Joëlle rompicoglioni, sarai libero di ballare dove vorrai, all’Opéra di Parigi o per tutte le strade del mondo.

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06.05.05

un infinite jest nell'Infinite Jest

hey
siamo un gruppo di studenti americani all'universita' di chicago. qui alla u of c abbiamo una tradizione pittosto strana, la scavenger hunt (caccia al tesoro, ma infinitamente piu' bizzarra). uno degli obiettivi piu' semplici- ma ugualmente importanti- quest'anno consiste nel presentare ai giudici il video "cage III: free show".
abbiamo trovato il link nel tuo blog, ma purtroppo non funziona. potresti cortesemente mandarci il file per email? ci serve entro domenica mattina... ci faresti veramente un gran favore. grazie in anticipo,
the armadillos of darkness

IJ

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tricipitevolissimevolmente

Altro modo per occupare i quindici minuti di doccia solare: portarsi un peso da 1 kg da casa e rafforzare il tricipite; sette minuti da una parte, sette dall'altra, il quindicesimo relax.

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Il Boss troppo hard

Il Boss troppo hard

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05.05.05

Ricordare a memoria che oggi

Ricordare a memoria che oggi è il compelanno di una bambina che faceva le elementari con me, tra tre giorni quello di un'altra e della cugina C., il 12 di MoniQ nonchè festa patronale di Albano, il 13 di due del gruppo yoga e di due amici fidanzati tra loro di un'antica compagnia ferrarese che organizzavano sempre la festa insieme, il 21 di mia cugina V. e di una simpatica signora bionda dello yoga, il 22 quello di una compagna delle medie, il 23 dell'attuale moglie del mio fidanzato storico e all'epoca grande amica di entrambi, il 24 del fratello di Preppy, il 25 quello di un compagno dell'asilo che mi chiedeva in sposa tutti i giorni dal lunedì al venerdì oltre che -incidentalmente- il mio (le nostre mamme avevano fatto insieme la ginnastica prenatale), il 27 del Caba e il 30 di una cugina di secondo grado.
E non riuscire a memorizzare un solo articolo del codice.

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Lù: "e quindi fai pilates"

Lù: "e quindi fai pilates"
SmokingPilates: "sì"
Lù: "e tu?"
PilatesDiCarta: "facciamo pilates, è tipo uno sport estremo"
Lù: "Ah. Peccato non potermi fermare a provarlo: devo sbrigarmi a finire i miei pesi che stasera mi aspetta una cena che guarda.."
SmokingPilates: "uh una cena? Con chi?"
Lù: "da amici, però io vado solo per lui, lei non la posso soffrire!"
SmokingPilates: "ah sì ho capito. Hai ragione la conosco, lei è una stronza paura."
Lù: "sì."
SmokingPilates: "allora ci vediamo a casa tra un'oretta. Pensi tu alle pizze?"
Lù: "sì, a dopo."

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03.05.05

Shop/pink

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