29.04.05
Colore (?) artificiale
Ci sono stati tutti i segni ammonitori, in cielo e in terra: splende il sole continuativamente da più di tre ore, sul balcone le surfinie fioriscono, nei periodici femminili ormai i toni del fondotinta tendono al biscottato, Derek passa tutto il giorno a lavoro ad abbronzarsi, Thullulla è alla terza lampada; è arrivata la bella stagione e io devo prendere un po' di colore, non posso più rimandare.
"E' la prima lampada quest'anno vero?", mi domanda il ragazzo del centro estetico tradendo un'espressione di disgusto alla vista della mia pancia mozzarella. Neanche gli rispondo, chiudo la porta della cabina e lui da fuori sghignazzando insinua che probabilmente neanche mi ricordo più i comandi.
Nego con ostinazione. Ma in effetti non me li ricordo, e quando premo START mi ritrovo con l'aspettativa iperazzurra di diciotto-minuti-diciotto di doccia solare. Avverto un immediato senso di soffocamento ed entro in confusione e spingo tutto tranne STOP: ventola forte / ventola debole / radio / ventola debole / ventola forte / START.
Ok, accerto che con lo START calano i minuti del counter.
Premo START fino ad arrivare ad otto; accosto la porta della doccia perchè per un po' mi assale la sensazione di non riuscire a terminare un respiro e neanche una deglutizione. Poi appena mi rilasso devo pensare a come distrarmi per tutti i minuti che restano.
Fondamentalmente, il problema è non perdere i sensi.
Perchè è mattina e nel centro estetico c'è solo quel tale e sarei imbarazzata e a disagio se dovesse venire lui a soccorrermi.
Quindi cerco di tenere viva l'attenzione ripassando il concetto di piccolo imprenditore nell'iniziale conflitto tra definizione del codice civile e dell'articolo 1 della legge fallimentare. Poi penso ai miei muscoli e passo al body pump. Poi programmo la cena. Poi mi concentro su un racconto in cui una donna bellissima fa a pezzi il suo innamorato e si addormenta stringendosi al seno la mano mozzata di lui: all'inizio immagino tutta la scena rigorosamente pulita e senza sangue, in ambiente sterile, ma quando colgo il potenziale pulp dell'evento la pressione mi si abbassa e per fortuna che è finito il tempo e posso uscire.
Prima di rivestirmi e tornare a casa, ho modo di appurare davanti allo specchio che, a fronte del pizzicore diffuso modello ustione, la mia pelle non si è minimamente colorata, piuttosto appaio un po' pallida per via della tensione.
Soldi ben spesi?
Posted at 29.04.05 12:39
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che dire?
mi impressiona l'idea di rimanere l'ultima eburnea astigiana.
anche perché nessuno ci crede a guardarmi nel verdognolo pallore diffuso sul di me volto, che io conservo gelosamente il segno del costume dalla barca a vela di agosto...
e poi, alla retina fa bene tutto quella specie di ultrazzurrino?
che dopo una cosa del genere, non so perché ma mi immagino che uno esca da quellacabina con una mutazione genetica in corso.
tipo che ti trasformi nel tuo gatto.
Cami.
gulp.
La mia domanda è questa: perché le ragazze che prendono il sole in topless, lo fanno solo al mare e non alla piscina comunale.
Silvia: come mai hai scelto proprio la gatta più sciocca? :)
Edoardo: forse la piscina comunale dà più l'impressione di promiscuo? Io prendo il sole in topless solo dove sono scientificamente certa di non incontrare conoscenti.
è come quelli che vanno a puttane con la seconda macchina per non farsi riconoscere.
no, come paragone non mi pare calzante :)