06.03.05Lo Zahir (ti perseguita)Pensai che non esiste moneta che non sia simbolo delle monete che senza fine risplendono nella storia e nella favola. Pensai all'obolo di Caronte; all'obolo che chiese Belisario; ai trenta denari di Giuda; alle dracme della cortigiana Taide; all'antica moneta che offì uno dei dormienti Efeso; alle lucenti monete del mago delle Mille e una notte, che poi si rivelarono cerchi d carta; al denaro inesauribile di Isaac Laquedem; alle sessantamila monete d'argento, una per ciascun verso di un'epopea, che Firdusi restituì a un re perchè non erano d'oro; all'oncia d'oro che Achab fece inchiodare all'albero della nave; al fiorino irreversbile di Leopold Bloom; al luigi la cui effigie denunciò, presso Varennes, il fuggitivo Luigi XVI. Come in un sogno, il pensiero che ogni moneta permette tali illustri parentele mi parve di grande, benchè inespicabile, importanza. Lo Zahir nella raccolta L'Aleph, Jorge Luis Borges Posted at 06.03.05 12:51 | TrackBack
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Leggere delizie come questa è come una boccata d'aria di montagna dopo essere stati rinchiusi in una cantina umida e fatiscente... Posted by: AleRoots at 06.03.05 14:06Mi ha fatto venire il museo di Palazzo Massimo a Roma. Post a comment
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