28.02.05

Dipende/nze

Il dottor Mustafa', grassoccio olivastro indagatore presso la Clinica per le Malattie Tropicali ove Edwin era stato inizialmente spedito, se ne era preoccupato anche lui.
"Non prova desiderio per sua moglie? Per la moglie di qualcun altro? Per le donne in genere? Non prova desiderio per nessuno?"
Poi si era chinato innanzi in preda a un contenuto fermento.
"Nemmeno per i ragazzi? Nemmeno per le capre?" Ecco quel che si dice un serio approccio scientifico.
"E i feticci?" aveva incalzato il dottor Mustafa'."Calzature? Biancheria? Occhiali?"
Il dottor Mustafa' aveva cacciato un sospirone di profondissima commiserazione.
"E' accaduto qualcosa di grave alla sua libido. Mi rincresce, poverino."
Poverino davvero. Indirettamente poverino, tuttavia.
Un uomo che abbia vinto la dipendenza dal tabacco riceve mille felicitazioni. Era quest'altra perdita di appetito, sebbene involontaria, di natura assai diversa? Si', giacche' malgrado l'estrosita di Barrie, la nicotina non e' una signora. Una signora non e' nicotina. La propria moglie non e' un pacchetto di Senior Service.
Egli era, dunque, indirettamente poverino.
Anthony Burgess, Il dottore e' ammalato
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27.02.05

Il ragazzo che rifiutò di crescere

L'ultimo romanzo simbolico di Jules Verne è Le Phare à la fin du monde.
E c'è un racconto di W. Olaf Stapledon, Last and First Men, 1930, in cui la specie umana, ormai completamente americanizzata, muore per epidemie, cannibalismo e per malattie polmonari e nervose.
A sud di Bahìa Blanca però sopravvivono alcuni essere umani e così nel Lontano Sud nasce una nuova civiltà sotto l'influenza di un adolescente dalla prodigiosa forza sessuale conosciuto come "il ragazzo che rifiutò di crescere".
La civiltà patagonica colonnizza il resto del mondo ma essendo stupida quanto la precedente si autodistrugge con un cataclisma atomico.

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25.02.05

Vol de Nuit - Antoine de Saint-Exupéry

Sotto l'aeroplano, le colline scavavano già il loro solco d'ombra nell'oro della sera. Le pianure si facevano luminose, ma di una inconsumabile luce: in quelle regioni esse non finiscono mai di restituire il loro oro, così come dopo l'inverno non finiscono mai di restituire la loro neve.
E Fabien, il pilota che portava dall'estremo Sud verso Buenos Aires il corriere di Patagonia, riconosceva l'approssimarsi della sera dagli stessi segni da cui si riconoscono le acque d'un porto: da quella calma, da quelle rughe leggere che nubi tranquille disegnavano appena. Egli entrava in una rada immensa e felice. In quella calma, avrebbe potuto anche credere di fare una lenta passeggiata, quasi come un pastore.
I pastori della Patagonia vanno, senza fretta, da un gregge all'altro: egli andava da una città all'altra; egli era il pastore delle piccole città. Ogni due ore ne incontrava qualcuna che scendeva a bere sulla riva dei fiumi o pascolava nella sua pianura.
Qualche volta dopo cento chilometri di brughiere più deserte del mare, scopriva una fattoria sperduta che sembrava trascinarsi dietro, in un'ondata di praterie, il suo fardello di vite umane, e allora salutava con le ali quella nave.
"San Julian è in vista, atterreremo tra dieci minuti".
La radio di bordo passava la notizia a tutti i posti della linea.
Su un percorso di duemilacinquecento chilometri, dallo stretto di Magellano a Buenos Aires, erano scaglionati scali tutti somiglianti; ma questo si apriva sulle frontiere della notte come, in Africa, sul mistero, l'ultimo villaggio sottomesso.
Il radiotelegrafista passò una carta al pilota: "Ci sono tanti uragani che le scariche riempiono i mocrofoni. Scenderà a San Julian?".
Fabien sorrise: il cielo era calmo come un acquario e, davanti a loro, tutti gli scali segnalavano: "Cielo puro, vento nullo".
Rispose: "Continueremo".
Ma il radiotelegrafista pensava che gli uragani si erano installati in qualche angolo del cielo, come i vermi s'installano in un frutto; la notte sarebbe stata bella e guasta: e gli ripugnava entrare in quell'ombra pronta a imputridire.
Fabien, scendendo col motore a basso regime su San Julian, si sentì stanco. Tutto quello che addolcisce la vita degli uomini ingrandiva verso di lui: le case, i caffè, gli alberi della passeggiata. Egli era simile a un conquistatore che, nella sera delle sue conquiste, si chini sulle terre del suo impero e scopra l'umile felicità degli uomini. Fabien aveva bisogno di deporre le armi, di risentire il suo peso e l'indolenzimento del suo corpo - l'uomo è ricco anche delle proprie miserie - e d'essere, in quel piccolo paese, un uomo semplice che guarda fuori dalla finestra una visione ormai immutabile.
Avrebbe accettato quel minuscolo villaggio: quando la propria scelta è fatta, ci si contenta del caso che regola la propria esistenza e si può amarlo. Esso limita l'uomo, come l'amore.
Fabien aveva desiderato vivere lì a lungo, prendere lì la sua parte di eternità, perchè le piccole città nelle quali viveva un'ora, e i giardini chiusi dai vecchi muri ch'egli attraversava, gli parevano eterni per il fatto di durare all'infuori di lui. E il villaggio saliva verso l'equipaggio e, verso questo, si apriva. E Fabien pensava alle amicizie, alle ragazze amorose, all'intimità delle tovaglie bianche, a tutte quelle cose che lentamente diventano familiari per per l'eternità.
E il villaggio scivolava già a fior d'ali mostrando il mistero dei suoi giardini chiusi che i loro muri non proteggevano più. Ma Fabien, dopo aver atterrato, seppe di non aver visto niente, a eccezione del movimento lento di alcuni uomini tra le loro pietre. Quel villaggio, con la sua immortalità, fendeva il segreto delle sue passioni e gli rifiutava la sua dolcezza: per conquistarla sarebbe stato necessario rinunciare all'azione.
Quando i dieci minuti di scalo furono passati Fabien dovette ripartire.
Si voltò indietro, vero San Julian: il villaggio non era più che un pugno di luci, po di stelle, poi quella polvere che per l'ultima volta lo tentò, dissipata, scomparve.
"Non vedo più i quadranti: accendo".
Toccò gli interruttori ma le lampade rosse della carlinga versarono sull sfere una luce ancora tanto diluita nel chiarore azzurro che non riuscì a colorarle.
Egli passò le dita davanti a una luce: le sue dita si tinsero appena.
"Troppo presto".
Nondimeno la nott saliva, simile a un fumo oscuro, e colmava già le valli. Queste non si distinguevano più dalle pianure. Però i villaggi s'illuminavano e le loro costellazioni si rispondevano. E anche lui, facendo brillare con un dito a intervalli i suoi fuochi di posizione rispondeva ai villaggi. La terra era cosparsa di richiami luminosi, poichè ogni casa accendeva la sua stella in faccia alla notte immensa, così come si volge un faro verso il mare. Tutto quel che copriva una vita umana già scintillava. E Fabien era incantato che l'ingresso nella notte somigliasse questa volta a un ingresso in un porto, lento e bello.
Ritirò la testa nella carlinga. Il radio delle sfere cominciava a splendere. Il pilota verificò, una dopo l'altra, alcune cifre e fu contento di scoprirsi solidamente seduto in cielo. Sfiorò con il dito un longherone in acciaio e sentì scorrere nel metallo la vita: il metallo non vibrava, viveva. I cinquecento cavalli del motore facevano nascere nella materia una dolcissima corrente che mutava il suo gelo in carne di velluto.
Ancora una volta, il pilota, in volo, non sentiva nè vertigine nè ebbrezza, ma il misterioso lavorio di una carne viva.
Adesso si era ricomposto un mondo, e lavorava di gomiti per installarcisi comodamente.
Diede un colpetto al quadro della distribuzione elettrica, toccò, a uno a uno, gli interruttori, si appoggiò meglio allo schienale e cercò la miglior posizione per sentire bene in dondolio delle cinque tonnellate di metallo che una notte mobile recava per la spalla.
Poi tastò intorno a sè, spinse a posto la lampada di soccorso, l'abbandonò, la ritrovò, si assicurò che non scivolasse, la perse di nuovo per dare un colpo a ogni leva, per ritrovare ogni leva con sicurezza e istruire le sue dita per un mondo di ciechi.
Poi, quando le sue dita conobbero bene quel mondo, si permise di accendere una lampadina, di ornare la sua carlinga di strumenti precisi e sorvegliò solo sui quadranti del cruscotto il suo ingresso nella notte, simile a un tuffo.
Poi, dato che nulla vacillava, nulla vibrava, nulla tremava, e rimanevano fissi il giroscopio, l'altimetro e il regime del motore, si stirò. poggiò la nuca al cuoio dello schienale, e s'immerse in quella profonda meditazione del volo, nella quale si assapora una speranza inspiegabile.

E ora, come una sentinella nel cuore della notte, scopre che la notte rivela l'uomo: richiami, luci, inquietudini. Una semplice stella nell'ombra: l'isolamento di una casa. Una di quelle luci che si spegne: è una casa che si chiude sul suo amore.
O sulla sua noia. E' una casa che cessa di fare segnali al resto del mondo. Quei contadini seduti intorno alla tavola dinanzi al loro lume, non sanno quale sia la loro speranza: essi non sanno che, nella grande notte che li circonda, il loro desiderio va così lontano.
Ma Fabien lo scopre quando arriva da mille chilometri di distanza e sente le immense ondate di fondo sollevare l'aeroplano che respira, quando ha attraversato dieci uragani, come paesi in guerra, e, tra quelli, vaste radure di luna, e quando, una dopo l'altra, raggiunge quelle luci con l'impressione di conquistarle. Quegli uomini credono che la loro lampada brilli per la tavola dimessa intorno a cui stanno seduti, ma a ottanta chilometri da loro qualcuno è già toccato dal richiamo di quella luce, come se essi l'agitassero con disperazione da un'isola deserta, davanti al mare.

Audio.

SAINT-EXUPÉRY de Antoine : Pilote. Chef d'aéroplace. Né le 29 juin 1900 à Lyon. Après avoir servi dans l'armée de l'air française, puis été pilote de l'aéropostale, il se consacra à la littérature. Ses romans relatent ses expériences de vol en Amérique du Sud et entre la France et l'Afrique. Réaffecté en 1940 dans l'armée de l'air comme pilote de reconnaissance, son avion disparut près de la corse, le 31 juillet 1944. Son oeuvre la plus populaire aujourd'hui est le Petit Prince.

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24.02.05

Crittografia mnemonica e gastronomia

Uno dei piatti che mangiamo piu' spesso qui in Argentina e' sicuramente il cordero.
All'inizio per curiosita', perche' se ne sentiva parlare e se ne leggeva spesso. Poi quasi per obbligo, perche' in certi posti dispersi non c'e' scelta, solo asado de cordero patagonico nel menu.
Stasera, al quinto cordero in meno di dieci giorni, improvvisamente e' arrivata l'illuminazione.

Luca Cordero di Montezemolo, Luca Agnello di Montezemolo.

Una crittografia classica da Settimana Enigmistica.
E' scritto, e il mistero si svela; piu' del profilo, tradisce il nome.
Anche lui appartiene alla genia degli Agnelli.

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La prima volta (in TV)

In Gran Bretagna, un gruppo di esperti di musica e tv ha compilato una classifica, in cui sono raccolte le "prime volte" di artisti poi diventati leggenda. Tra le performance più memorabili, si piazza in cima alla top ten quella data dai Sex Pistols di Johnny Rotten, il 28 agosto 1976, durante lo show tv "So it goes". La band cantò "Anarchy in the UK" facendo gridare allo scandalo.

L'inedita classifica è comparsa sulle pagine dell'Evening Standard e servirà all'archivio ITN, un database di immagini musicali in tv a cui potranno avere accesso tutte le televisioni. Eppure, la lista ha già incassato feroci critiche di appassionati, fans e addetti ai lavori che l'hanno giudicata approssimativa e "smemorata". Ignorerebbe, infatti, momenti di rock e televisione impossibili da dimenticare.Qualche esempio? I Culture Club a Top of the Pops. Era il 23 settembre 1982 e la band eseguì "Do you really want to hurt me". Il giorno dopo tutti gli inglesi si domandavano se Boy George fosse un uomo o una donna. E come dimenticare Elvis Presley, che debuttò al Dorsey Brother Show, il 28 gennaio 1956. Elvis si esibì in "Shake, Rattle and Roll", ma Ed Sullivan dopo avere visto i suoi movimenti di bacino, chiese che la sua successiva apparizione tv fosse filmata solo a mezzobusto.

Lo stesso Sullivan, il 9 febbraio 1964, avrebbe ospitato nel suo leggendario programma uno dei debutti rock diventati leggenda: si trattava dei Beatles alla loro prima apparizione tv in America. Cantarono "I Want to Hold Your Hand" e furono visti da 73,7 milioni di persone, la massima audience mai registrata nella allora giovane storia della televisione.

Distratti o smemorati, questi esperti inglesi si sono semplicemente limitati ad esaminare le sole trasmissioni tv presenti su canali privati. Si tratta comunque di show televisivi che sono veri e propri pezzi di storia della musica, da "The Tube" a "What's on", fino al programma di musica live "The Word". Tra i momenti che hanno segnato la storia del pop, è stata "incorotare" la prima esibizione dei Sex Pistols. Rotten e soci scelsero il brano "Anarchy in the UK" che interpretarono in modo così violento da entrare nella leggenda della musica prima degli scandali successivi e di essere scoperti dai tabloid. Al secondo posto troviamo i Nirvana. La prima volta della band fu durante lo show "The Word", l'8 novembre 1991. Oltre che da una grande "Smells like teen spirit", il trio guidato da Kurt Cobain si fece ricordare per l'introduzione fatta dal cantante al brano: "la mia ragazza Courtney Love è la migliore sco..... del mondo!".

In lista non poteva mancare Madonna: era il 27 gennaio del 1984 e la giovanissima futura superstar eseguì il suo primissimo successo "Holiday", ballando in maniera scatenata a "The Tube". Alla fine dell'anno, tutto il mondo avrebbe saputo chi era la cantante italo-americana. A proposito di performer scandalosi, impossibile non includere i Frankie Goes to Hollywood e la loro indimenticabile "Relax", che giudicata troppo a luci rosse per come trattava l'argomento sesso, fu messa al bando dalla Bbc, stazioni radio comprese. Solo Channel 4 accettò di mandare in onda il filmato del celebre gruppo dance: era il 9 dicembre 1983 e il programma era "The Tube".

Sembra che tutti i momenti memorabili siano datati anni '70 e 80.
Con un'unica eccezione, al settimo posto: è Billie Holliday che canta "Strange fruit", una canzone che parla di un linciaggio.
Era qualcosa di impensabile per l'epoca. Billie la eseguì davanti alle telecamere del programma "Chelsea at Nine".
Era il 18 marzo 1959.

La classifica completa:

1) Sex Pistols - Anarchy In The UK - il 28 agosto 1976.
2) Nirvana - Smells Like Teen Spirit - 8 novembre 1991.
3) Oasis - Supersonic - 4 marzo 1994.
4) Madonna - Holiday - 27 gennaio 1984.
5) Frankie Goes To Hollywood - Relax - 9 dicembre 1983
6) REM - Don't Go Back To Rockville - 18 novembre 1983.
7) Billie Holliday - Strange Fruit - 18 marzo 1959.
8) The Fall - Psycho Mafia - 1 giugno 1978.
9) Joy Division - Shadowplay - giugno 1978.
10) The Clash - Janie Jones - 11 dicembre 1977

da SatNews

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23.02.05

Jorge da Burgos: Jorge Luis Borges allo specchio

La storia editoriale di Borges in Italia passa per grandi nomi: inizia con la prima traduzione di Ficciones, nel 1955, sotto il titolo La biblioteca di Babele nelle edizioni Einaudi, per culminare negli anni ottanta con l'edizione dell'opera omnia per la collana dei Meridiani Mondadori a cura di Domenico Porzio.
Ne parlò per primo Sergio Solmi, avendone letto i racconti in francese, a Elio Vittorini che ne propose subito la pubblicazione in Italia grazie a un traduttore d'eccezione: Franco Lucentini.
E' quanto di lui ricorda Italo Calvino nel 1984 iniziando un discorso al Ministero per la Pubblica Istruzione.
Poi, Umberto Eco raccoglierà i temi della biblioteca, del labirinto, della cecità e degli specchi ne Il nome della Rosa: e allora sarà il Venerabile Jorge. Jorge da Burgos.

"Egli sembra aver letto tutto, e anche di più dato che ha recensito libri inesistenti"
Umberto Eco di Jorge Luis Borges
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21.02.05

Ultime parole famose

"Dobbiamo dimagrire" sentenzio' lei con una tazza di cioccolata calda davanti, una caramella di dulce de leche in mano e mezzo chilo di cioccolatini assortiti nella busta.

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Da Ushuaia: La fin del Mundo

Un post da "La fin del Mundo", solo perche' non ne faro' un altro mai piu'.
No, vabe', magari domani.
Inizia l'ultimo mese d'inverno, a casa.
Qui l'ultimo d'estate: per dire come le prospettive si rovesciano, a viaggiare.

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Fumando espero, Félix Garzo e J. Viladomat 1922

Fumare è un piacere
geniale, sensuale.
Fumando aspetto
l'uomo che amo
dietro ai vetri
colorati.
E mentre fumo,
non consumo la vita
perchè mentre il fumo volteggia
mi addormento.
Distesa sul sofà,
fumare e amare,
vedere il mio amato
felice e innamorato
sentire le sue labbra sapienti
baciarmi di baci.
E nello svago
provare maggiore desiderio
quando sento i suoi occhi
assetati di passione.

Tango, a cura si Paolo Collo e Ernesto Franco pagina 23

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19.02.05

Schiava del Politeama

Giura che mai
rinnegherai il Dio del fango,
dell’habanera e del fandango,
giurami… giurami…
giura che mai
tu passerai ad altre danze,
come si passa in altre stanze

va'… c’è gente che ti acclama
e brama… su, va'…
Ah, ma non cadere in braccio al mondo,
il tuo mondo è qua
Sono fatali le distanze e le scommesse, ma…
schiava del gusto che dà,
tu sei la celebrità…
Giura che mai rinuncerai alla tua fama,
che fa di te al Politeama
la regina dei cuor…
Giura che avrai un po' di posto nel tuo cuore
per questo tuo commendatore…

Ah, giura che mai cancellerai con l'acquaragia
quella vernice-oro che indugia
sul tuo corpo genial…
danza per noi il ballo dei tuoi sette veli,
facci arrivare ai sette cieli… schiava!…


Conte chiama in causa un nuovo dio e gli consacra la vedette di provincia, con la sua danza dei sette veli: chè muovendosi innalzi tutti dal fango ai sette cieli.
E mi piace pensare che sia questo il Politeama a cui ci si riferisce: questo che vedo qui davanti, dalle mie finestre che nelle sere afose d'estate si trasformano in un vero e proprio palchetto.
Questo Politeama - e non un altro, di qualche anonima periferia - la cornice ideale del tango, il timpano di maracas, bandoneon e percussioni.

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17.02.05

Patagonia Express

"Iniziai a camminare nel parco, poi per le strade deserte, e all'improvviso mi accorsi che l'eco dei miei passi si moltiplicava. Non ero solo. Non sarei stato solo mai più. Coloane mi aveva passato i suoi fantasmi, i suoi personaggi, gli indio e gli emigranti di tutte le latitudini che abitano la Patagonia e la Terra del Fuoco, i suoi marinai e i suoi vagabondi del mare. Adesso sono tutti con me e mi permettono di dire a voce alta che vivere è un magnifico esercizio."

Luis Sepulveda, Patagonia Express, su Francisco Paco Coloane

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16.02.05

Star Wars - Episodio IV - Una Nuova Speranza

Da Star Wars - Episodio IV - Una Nuova Speranza di George Lucas, 1977, con Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Alec Guinness.


"Chi è più pazzo, il pazzo o il pazzo che lo segue?"
- Obi-Wan Kenobi

"Ehi, Luke… la Forza sia con te!"
- Ian Solo a Luke Skywalker

"Non andare sul tecnico con me!"
- 3-PO a C1-P8

"Non so se ucciderla o innamorarmi di lei"
- Ian Solo a Luke Skywalker

starwars

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15.02.05

Il tango è un pensiero triste che si balla

Di notte, a Buenos Aires, il mondo appare livido, stilizzato in un rigoroso bianco e nero.
Si tirano le cinque del mattino all'Almagro, al Club Gricel, a El Chino, a El Morocco o al Salon Sur: in ogni barrio, da San Telmo al malfamato e periferico Pompeya, c'è un posto del tango in cui si entra per pochi pesos e gli uomini dopo aver mangiato picadillos si muovono furtivi in mezzo ai tavoli per trovare la donna da invitare a ballare; il tango è anche un rituale di corteggiamento, interpretato fissando gli occhi in quelli del proprio compagno.
Il ballo inizia da lì, da un essere umano che fissa un altro essere umano, e si snoda in una lingua universale, la Babele argentina di creoli, italiani, tedeschi, spagnoli, francesi, ebrei.
Il ballo coniuga il candombe africano al bandoneon dei tedeschi, la lingua dei conquistadores spagnoli ai pensieri del francese Gardel.
A luglio del 1998 un giovane deputato, Agustin Zbar, presentò un progetto di legge: Ciudad Tango, per ufficializzare la dignità di tutta una cultura.
Per farlo scelse le sale d'epoca, gli ottoni lucenti e le boiseries dell'antico Cafè Tortoni - 825, Avenida de Mayo - da centocinquant'anni salotto politico e letterario, sede dell'Accademia Nazionale del Tango, palcoscenico dei musicisti più noti e scuola di ballo.

Così come una lucertola è il riassunto di un coccodrillo, il tango è il riassunto di una vita.
Paolo Conte
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14.02.05

Be My AntiValentine

antivalentine

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Google Ads #2

Google è un sensibilone.
Agli Ads sul San Valentino associa quelli sul letame di vacca.
D'altra parte è proprio al letame che la letizia deve la sua etimologia.
Dai diamanti non nasce niente.

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13.02.05

E.: "Chi era al telefono?"

E.: "Chi era al telefono?"
SmokingPermitted: "Mia cugina Laura"
E.: "E non sapeva che stiamo partendo?"
SmokingPermitted: "Non ancora, no"
E.: "Straordinario. E' la prima volta che tua madre non informa un tuo parente qualsiasi nel dettaglio e lo lascia all'oscuro delle tue prossime mosse. Che è successo nell'intelligence della tua famiglia?"

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La vacanza dei sogni

Mi sveglio in preda al panico, poi cerco di recuperare i dettagli dell'incubo.
Allora visualizzo la mia moleskine quasi vuota: era il quarto giorno di vacanza e non avevo ancora scritto nulla, fissato nessuna suggestione.

Pfiù.
Mi serva da lezione: fortuna che le ferie iniziano solo domani.

patagonia

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12.02.05

Mon Dieu..

Avevo visto questo disegno su 127.0.0.1 ma non trovavo mai i 30 secondi necessari da dedicargli.
Poi l'ho fatto.
Prego che lo facciate anche voi tutti.

image001.gif

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11.02.05

(Be soon) in Patagonia

Vedevo il fiume scorrere lucente fra scogliere bianche come ossa... lontano dalle scogliere c'era il deserto... nessun suono tranne quello del vento, che sibilava tra i cespugli spinosi e l'erba morta, nessun altro segno di vita all'infuori di un falco.

Bruce Chatwin

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A La Page Febbraio 2005 - Mensile di varia fatuità

A La Page - Febbraio 2005, collaborazione dvd e SmokingPermitted

A La Page Febbraio 2005: Speciale CondoleeZZa Rice

Sommario:

Tips - Vuoi invitare a cena Condi e non sai come fare?
Sette infallibili consigli per fare colpo su di lei!

1) Condi adora il bianco. Non tanto su di sè, quanto sugli altri, sulle Case degli altri. Quindi, per conquistarla, vestiti di bianco, cucina cibi bianchi (lei adora il tacchino), abbonda con il vino bianco, e soprattutto, fa' che la tua casa sia Bianca, e possibilmente con un orrido patio similcorinzio (che troverai facilmente su Ebay)
2) Cerca di avere almeno un amico nel Phi Beta Kappa, la confraternita di Condi a Denver, e fatti raccontare tutti gli anedotti dell'ordine. Se fossi a corto di argomenti, non puoi fallire con la cerimonia del passaggio, il salto degli anni pari e l'arrampicata sociale
3) Recupera gli appunti dei suoi corsi a Stanford, specialmente quello sulla realpolitik del 1981. Ricordale il professor Krobel, ma non suo figlia Madeleine (Albright). Dimentica ogni dettaglio sull'Unione Sovietica e nega anche solo di aver assaggiato, per sbaglio a una festa, la vodka. Nella sua vita, Condi non ha mai avuto compagni. Nè mai li avrà
4) Usa il suo stesso linguaggio: appena puoi infila a casaccio le parole: "onore", "libertà", "petrolio", "sistemico, "sappiamo chi siete", "saddam hussein ci hai proprio scocciato", "storico"; e anche quelle che puoi trovare aprendo a caso un libro di Turow (la sua lettura preferita, assieme alla Bibbia). Effetto è garantito!
5) Diventa anche tu afro-americano! Ricorda i tuoi parenti ghettizzati in Alabama per il colore della pelle: Condi ha conosciuto l'apartheid da giovane. Ma lei, invece di stingersi come Michael Jackson, ha preferito diventare così potente da inventarsi ogni giorno un buon motivo per odiare almeno un popolo o una religione
6) Appena puoi portala a Parigi, la città europea che Condi ama per il suo grande fermento intellettuale e patria di una grande tradizione del dibattito. Ma evita come il fuoco il Marais, pieno di comunisti, finocchi e sovversivi (che poi sono la stessa cosa) e la Rive-Gauche
7) Non fare il geloso: Condi non sarà mai tua e dovrai dividerla con un qualsiasi Bush, padre o figlio o fratello o nipote. In compenso la tua Condi imparerà molto da loro, "almeno quanto loro hanno imparato da lei"*.

Puericultura - Pochi sanno che il nome CondoleeZZa è una storpiatura, fatta all'anagrafe, di "con dolcezza", il movimento di lento sfinimento della musica da camera.
Cerca con noi un nome cretino da storpiare per tuo figlio!
Da "Allegro ma non troppo" fino a "Semitonale", da "Fuorigioco passivo" a "Doppio rittberger", da "Sottoscala" a "Mezzanino" o, perchè no, addirittura "Pianerottolo".
In allegato un esauriente elenco di neuropsichiatri per l'infanzia: loro sapranno vincere con voi la lotta contro le patologie del frugoletto.

Letture - Preparati a correre con lei alle presidenziali del 2008 contro Hilary Clinton.
Sostienila nella scalata e scopri tutto quello che c'è da sapere su di lei!
La sera, prima di addormentarti, leggi:
- "CondoleeZZa Rice: National Security Advisor and Musician" di Bernard Ryan Jr,
- "CondoleeZZa Rice: Being the Best" di Mary Wade,
- "Condi: The CondoleeZZa Rice Story" di Antonia Felix,
- "CondoleeZZa Rice: National Security Advisor" di Christin Ditchfield,
- "CondoleeZZa Rice: U.s. Secretary Of State" di Kevin Cunningham.

Moda - Copia i dettagli del suo stile: fatti chiamare "magnolia d'acciaio" nell'intimità, segui ogni mattina il tuo personal trainer, scegli solo scarpe di Salvatore Ferragamo (meglio se su misura) e tailleur di Oscar de la Renta.
E non dimenticare mai il rossetto: Yves Saint Laurent, n° 10.

Dossier-Verità - La triste storia di Rice, una donna lacerata tra due anime: i bisavoli paterni erano schiavi mentre un bisnonno materno comprava e vendeva schiavi.

Lavoro - Sei alla ricerca di una professione davvero à la page che faccia impazzire d'invidia tutte le tue amiche?
Diventa segretario di stato americano!
Con i nostri esclusivi diplomi retroattivi per corrispondenza, finalmente anche tu potrai esserti iscritta all'Università di Denver all'età di 15 anni per poi laurearti cum laude a 19 in Scienze politiche!


In regalo per te questo mese uno stupendo Scudo Spaziale (Strategic Defense Initiative) da assemblare direttamente in casa tua!
Con poche didascaliche istruzioni messe a punto dai copy della Kinder,
preparati a vivere notti meravigliose protetta da uno Scudo Spaziale tutto per te! Libererai così la tua vita dalla minaccia dell'Asse del Male!
[Attenzione! Il gioco non è adatto a bambini di età inferiore ai 36 mesi]


*intervista al TG5, 9 febbraio 2005

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10.02.05

Domani in edicola...

A La Page - Mensile di varia fatuità
Febbraio 2005

Speciale Condoleezza Rice: la carismatica donna che, appena trentenne, aveva una petroliera della Chevron che portava il suo nome.

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The heart is deceitful above all things

Ingannevole è il cuore più di ogni altra cosa è il titolo, che suona dolce e sinistro, del discusso romanzo di JT Leroy, edito in Italia da Fazi, e del film che Asia Argento ne ha tratto.
E' anche un versetto della Bibbia: Geremia, 17:9.
Presentato alla 36ma "Quinzaine des Realisateurs" di Cannes 2004, il film dovrebbe uscire nei cinema il 14 febbraio; è la seconda prova alla regia per Asia Argento, dopo Scarlet Diva, e viene additato da molti come una deriva dell'horror: non l'orrore dei morti viventi o dei mostri, ma quello tangibile, reale, quello dei nostri quotidiani.
La scrittura di J.T. Leroy, talentuosa tra favola e maniera, nasce su suggerimento dell'analista, dottor Owens, e si risolve in racconti taglienti e corrosivi.
Sedicenne, con lo pseudonimo Terminator, inizia a pubblicare su importanti riviste come New York Press, Spin e Nerve; dopo il primo romanzo di fiction autobiografica, nonostante la refrattarietà ai media, viene fotografato da Steven Klein per "Vogue"; gli viene dedicata la canzone Cherry Lips dai Garbage; Gus Van Sant, il leggendario regista di Belli e Dannati e Drugstore Cowboy, si affretta a comprare i diritti e scrive con lui la sceneggiatura di Sarah; Tom Waits gli fa una struggente intervista per "Vanity Fair".

"Abbiamo tutti bisogno che qualcuno sappia chi siamo veramente", fa dire a Sarah.
E intanto lui si maschera, si nasconde, alimenta il gossip: "Asia Argento aspetta un figlio da J. T. Leroy" titolarono molti giornali. "Sì, lui mi ha dato il seme - disse lei al New York Post - ma non voglio parlarne". "Quando siamo insieme si rovesciano i ruoli, io sono la donna, lei l'uomo - disse lui -, speriamo in un bebé sano a due teste".
Comunica con il resto del mondo via modem, esce poco di casa ma risponde a tutte le email dei fans, confonde la sua identità in una scrittura transgender, sfiora la perfezione descrivendo la crudezza e la brutalità delle situazioni estreme con uno squallore dotato di lirismo, senza perdere l'innocenza e la purezza dello sguardo infantile.
JT Leroy è giovane, è inquietante, diventa un'icona; che siano o meno vere le storie che racconta passa in secondo piano: JT Leroy desta curiosità.
Nel complesso produce un effetto singolare.
C'è chi sistema i suoi libri nello scaffale più alto della libreria per allontanarli anche fisicamente e non vederli mai più. Dopo averli letti e apprezzati.

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aisikiù

Puoi passare la vita a crocettare la finestra "Don't show this message again" dell'ICQ; tanto lei continuerà ad aprirsi.

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09.02.05

Google Ads

I Google Ads dovrebbero far guadagnare.
Centesimi.
Di dollaro, per giunta.
Però fanno guadagnare: centesimo dopo centesimo c'è caso che si arrivi ai diecimila centesimi.
A meno che, al tramonto del primo giorno di Ads, maturato un inaspettato credito di sei dollari e sessanta nell'arco delle ventiquatt'ore, cliccando in giro per curiosità non capiti di scorgere oggetti del desiderio: la macchinetta per espresso dell'Illy, per esempio. Poi una macchinetta ancora più costosa. E di Ads in Ads fino a fantasticare di mettersi in casa una Cimbali.
Ecco che i Google Ads in un batter d'occhio possono rivelarsi fatalmente antieconomici.

Posted at 10:24 | Comments (8) | TrackBack


08.02.05

D'Io, Dio e Me

Il canone 332, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico prescrive:

"Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti"

Anche perchè.
Io non me lo immagino Giovanni Paolo II che dà le proprie dimissioni, poi prende tempo per vedere se accettarle e finisce per dichiararle irricevibili, poi magari insiste ecc ecc.

Posted at 11:59 | Comments (18) | TrackBack


Superare se stessi

All'ultima lezione di pilates, memore dei recenti successi, cercavo di dare il meglio di me.
"Schiacciate il petto a terra", chiedeva l'insegnante, e io mi spalmavo completamente sul parquet.
"Stendete le gambe", e io appiattivo le ginocchia fino ad arcuare le gambe contronatura.
"Brava PensieriDiCarta", esultava l'allenatrice. E allora io cercavo di superarmi, di tendere ancora di più tutti i muscoli che avevo a disposizione, e lei continuava a lodare PensieriDiCarta.
E per carità, ero intimamente felice per PdC, però ero brava anche io.
Quando sono tornata a casa ho letto questo.
Allora mi sono sentita come Michael Schumacher quando doppia tutti e poi inizia a premere l'acceleratore per superare anche la sua ombra.

Posted at 10:10 | Comments (8) | TrackBack


07.02.05

BN

Abrasioni o cicatrici sul dorso della mano di chi amate potrebbero essere il segno di Russel.
Tuttavia, il senso di colpa, il disgusto e una complessiva demoralizzazione non è detto vengano leniti neanche da condotte di compensazione quali l'autoinduzione del vomito.

Arriva il momento in cui tutto il reparto dolci dell'Esselunga non è più sufficiente a soddisfare il palato. Attraversandolo si esegue una rassegna completa del database di sapori noti.

Tra recidive e remissioni ci si fa una ragione del decorso cronico.
Si chiamano in causa i più disparati fattori-socio economici facendo appello alla crescente pressione che, nelle società avanzate, risolta la questione della penuria alimentare, i mass media eserciterebbero sui comportamenti individuali esaltando la forma fisica.
Coartazione dei pensieri sul cibo e sull'alimentazione, desiderio di assumere il controllo completo sulle esigenze del proprio corpo, abitudine alla focalizzazione dei conflitti familiari nel momento dei pasti se non addirittura la ricerca di 'oggetti' in senso simbolico da incorporare durante il processo di identificazione, o una riattivazione della fase orale per la recrudescenza delle pulsioni successiva alla fase di latenza infantile.

Chi amate ha provato tutto. Persino la polvere di cacao zuccherata, persino lo zucchero da solo; ha persino tentato di assaporare la palettina di plastica del caffè della macchinetta, chi dite di amare.
In questo istante sta probabilmente masticando un biscotto di quelli che restano nella dispensa per fare il tiramisù.
Mentre mangia distrattamente, eppure ben concentrato sull'atto di mangiare, sta studiando le percentuali della composizione stampate sulla confezione arancione, e il ritratto color seppia di Matilde Vicenzi.

Posted at 18:20 | Comments (5) | TrackBack


06.02.05

Enrique e Ricardo

Era il 1944 quando Juan Perón mise a disposizione mille passaporti argentini in bianco.
Nel giro di sei mesi dalla Germania giunsero 30 miliardi di marchi : tonnellate di valuta furono trasportate a bordo di sottomarini U-Boot e scaricate sulle spiagge di Mar de la Plata, tra la fine del 1944 e i primi mesi del 1945.
Le banche di stato di Perón riciclarono il denaro in un business di dimensioni colossali che ruotava attorno a società miste a capitale tedesco-argentino, costituite dallo stesso Perón e da Albert Speer, ministro dell'Industria del Reich.
Con passaporto argentino, o della Croce Rossa Internazionale, o addirittura con la protezione della Santa Sede, moltissimi tedeschi fedeli al Fuhrer emigrarono e penetrarono nel sistema economico argentino in grandi compagnie industriali o banche; la maggior parte invece condusse inizialmente una vita dimessa, svolgendo lavori umili.
Il caso di Eric Priebke, Enrique, fu emblematico del fluire massivo ma silenzioso dei nazisti in Sud America: aprì un caffè (il Viena) a San Carlos de Bariloche, un angolo di Baviera sulle sponde del Nahuel Huapi, in Patagonia: il panorama è quello delle Alpi, infatti il miglior ristorante è il Vecchia Monaco e l'albergo più esclusivo l'Edelweiss, ma quella sullo sfondo è la cordigliera andina. Ben presto il suo conto iniziò a lievitare e divenne una personalità locale, il presidente dell'Associazione Culturale Germania-Argentina, e avviò una clinica.
I suoi vicini di casa furono il banchiere Karl Fudner, la spia Juan Mahler, il Superiore delle SS Max Naumann.

Ricardo Klement fu arrestato dai servizi segreti israeliani a Buenos Aires una sera di maggio del 1960, mentre scendeva dall'autobus.
Il numero della sua tessera del partito nazionalsocialista era 889895; naturalmente lo fornì agli uomini che lo avevano catturato con la stessa fierezza con cui espresse il suo vero nome: Adolf Eichmann.
Adolf Eichmann, meticoloso esecutore della soluzione finale, che nella capitale argentina aveva dettato i pensieri della sua vita: "Balzerò ridendo dalla tomba perchè l'idea di avere sulla coscienza cinque milioni di vite umane è per me fonte di straordinaria soddisfazione".

Posted at 19:22 | Comments (9) | TrackBack


Red Siren

Da Red Siren, con Jean-Marc Barr, Asia Argento

"Forse la terra è l'inferno di un altro pianeta"
Aldous Huxley

Red Siren

Posted at 10:16 | Comments (0) | TrackBack


Once upon a time in the Midlands

Da C'era una volta in Inghilterra (Once upon a time in the Midlands), di Shane Meadows con Robert Carlyle, Rhys Ifans, Kathy Burke, Shirley Henderson

Charlie: "My wife and I had an argument over whether or not I should have a vasectomy so we said we'd let the kids decide. I lost 13 - 12"

C'era una volta in Inghilterra

Posted at 10:08 | Comments (2) | TrackBack


05.02.05

You are clipped!

12 Hollywood wannabes think they've got what it takes to break into the biz, but if these suckers think they can make it in the glam world of television and film, they're gonna have to survive Dick first. Andy Dick.

Ieri sera, su Paramount Comedy , i primi due episodi dell'imperdibile show The Assistant.
Dopo averli presentati, accolti e fatti entrare tutti e dodici nella 'casa', Andy Dick commenta: "Io vi elimineri già tutti quanti, stronzi, non fosse che poi non avrei più il mio cazzo di reality."

Posted at 19:57 | Comments (9) | TrackBack


I, Robot

Da I, Robot, di Alex Proyas con Will Smith, Bridget Moynahan.

• I robot non possono nuocere all’uomo: un robot non può far male ad un essere umano o, tramite l’inazione, permettere che un uomo subisca alcun danno.

• I robot devono fare ciò che diciamo noi: un robot deve obbedire agli ordini degli umani, tranne che quando questi contrastano con la prima legge.

• I robot possono proteggere se stessi: un robot può proteggere la propria esistenza finché questa protezione non contrasta con la prima e con la seconda legge.

(Isaac Asimov, Leggi della Robotica)

"La simulazione delle emozioni, porta alla perdita di controllo."

I, Robot

Posted at 18:26 | Comments (6) | TrackBack


04.02.05

Cosa c'è dietro una donna che dice: "Sono pronta"?

- Sei pronta?
- Sì sono pronta.
- Ci vediamo all'altro angolo della piazza allora. Ciao. Click.

Ti infili la maglietta, te la cambi, chè non ti piace mica; a quel punto il reggiseno bianco non va bene e ci vuole quello nero, lo recuperi e fai la sostituzione; ti inventi un maglione da sistemare sopra al tutto; metti le calze e i pantaloni; scegli la cinta del colore più appropriato e la fai scorrere nei passanti; giri cercando gli stivali, che se ne stanno mogi mogi in bagno; girando metti il piede su un granello di sabbietta che i gatti hanno scavato fuori dalla lettiera e ti si buca un autoreggente; imprechi, ma ti infili lo stesso lo stivale, perchè una parte di te ha realizzato ma l'altra non ancora, e non è che sei molto coordinata. Quando realizzi per intero ti togli lo stivale, ti togli i pantaloni, ti togli l'autoreggente rotto ti togli anche l'altro, ci pensi un attimo, perchè l'altro può sempre servirti la prossima volta che se ne spaia un paio; quindi ne metti uno nel cesto a lavare e l'altro lo butti, sperando che a lavare sia finito quello intero e nella spazzatura quello rotto, ma non ne sei poi così sicura.

- Allora arrivi o no?
- Sìsì sono già là. Click.

Scarti un nuovo paio di autoreggenti, e pensi che spreco: sotto i pantaloni ci andrebbero solo quelli con i fili già tirati; giri per casa cercando i pantaloni, consideri che nel caso non li trovassi potresti mettere una gonna, ma poi no, no, meglio di no; li trovi, inspiegabilmente adagiati sul portatile, scopri che avevi messo la cinta dalla parte sbagliata, la rimetti a posto; riinfili gli stivali, prendi una giacca qualunque (la meno adeguata) ed esci.
E' venerdì, c'è l'aperitivo.

Posted at 21:16 | Comments (20) | TrackBack


Misunderstanding

E.: "A che punto sei con Harry Potter?"
SmokingPermitted: "E' sul campo di Quidditch. Baston gli sta facendo vedere le palle."

Posted at 14:10 | Comments (6) | TrackBack


03.02.05

Travolgente stupore

Che strano scoprire che quella tizia che pensavi si portasse malissimo i suoi 35 anni, in realtà si porta da favola i suoi 53.

Posted at 22:18 | Comments (3) | TrackBack


Hero

Da Hero, di Yimou Zhang, con l'Alto Patrocinio di Quentin Tarantino.

Senza Nome: "Studiai la sua calligrafia per tutta la notte cercando di svelare i segreti della sua arte della spada."
Qin: "La calligrafia avrebbe svelato il segreto della sua arte della spada? Per me non è altro che scrittura!"
Senza Nome: "Calligrafia e arte della spada sono simili nel profondo. Bisogna comprenderne l'essenza."
Qin: "E tu l'hai compresa?"
Senza Nome: "Mi è sfuggita purtroppo..."

HERO

Posted at 22:01 | Comments (12) | TrackBack


L'ultimo dei capitalisti

Esci di corsa dall'Ufficio per l'Impiego con tutte le tue carte in mano e già in ritardo, prendi un caffè al bar, paghi, alle carte si somma il borsellino degli spicci (che, per inciso, contiene molti più euro di quello per la cartamoneta), trafelata attraversi più o meno sulle strisce e vedi un uomo.
Anziano.
In piedi sui gradini della banca.
In mano un cappello.
D'istinto ti fai prendere dalla generosità e stai per vuotargli gli spiccioli nel cappello, quando tutte le tue carte precipitano rovinosamente a terra.
L'uomo si mette il cappello sulla testa, saluta un amico e si avvia senza degnarsi di darti una mano.
Non era un povero.
Ed era anche uno stronzo.

Posted at 14:43 | Comments (9) | TrackBack


Desperate Housewives

La giornata inizia così: accendo la tv su Omnibus; senza neanche guardarla mi metto a fare il caffè e, dal tono di voce più che dai reali contenuti del discorso, distinguo gli ospiti della Margherita e quelli della Casa delle Libertà.

Posted at 08:37 | Comments (13) | TrackBack


02.02.05

Soddisfazioni

Essere la prima fumatrice d'Italia secondo Altavista.

Posted at 15:43 | Comments (8) | TrackBack


Ovunque sei

Da "Ovunque sei", con Stefano Accorsi, Barbora Bobulova, Violante Placido, Stefano Dionisi.

Matteo: "In questo preciso istante, il mio cervello, guidando con algoritmi supersofisticati il mio apparato fonatorio, trasforma i miei pensieri ancora inespressi in suoni, che appartengono al mondo fisico.
I suoni percuotono i tuoi timpani; nell'orecchio la vibrazione del timpano si trasforma in messaggio bioelettrico nel nervo. I messaggi percorrono il nervo e raggiungono parte del cervello cioè parte di quel piccolo cavolfiore di carne speciale che ognuno di noi porta custodito nella teca ossea del cranio.
I messaggi raggiungono parti di questa carne matura così come la raggiunge il sangue, ma il sangue attraversa il cervello come attraversa il fegato: entra con ossigeno, esce senza ossigeno, entra sangue esce sangue. In questo caso invece entra biologia molecolare, entra biochimica ed escono concetti.
Concetti coscienti capisci?"
Elena: "Mi gira la testa.."
Matteo: "Era la mia tesi di laurea: 'L'infinito di comprensibilità'"
Perchè la vita nell'atto stesso in cui la viviamo è sempre sempre così ingorda di se stessa... non si lascia mai assaporare. Il sapore è nel passato. Il passato che ci rimane vivo dentro. Il gusto della vita ci arriva di là, dai ricordi, che ci tengono legati.

Da non credere che un film del genere venga ricordato solo per gli attributi di Accorsi, eh.

Ovunque Sei

Posted at 10:12 | Comments (6) | TrackBack


Autoincensarsi

smokingmetropolis

via Fiottolino & LetterJames.

Posted at 10:07 | Comments (7) | TrackBack


Digitale Terrestre: Record di violabilità

L'inviolabilità del digitale terrestre made in Mediaset è durata appena dieci giorni.
Oggi sarà possibile vedere tutte le partite senza spendere un solo centesimo:

La debolezza, si legge su un sito Web, non risiede nelle card nagravision, quelle usate da Mediaset, ma nell'architettura dei decoder. “L'algoritmo di crittazione del segnale – commenta l’ingegnere - è sempre lo stesso anche quando cambiano i CAM (conditional access modules), ovvero le varie card”. Le chiavi possibili, spiegano gli esperti che con questa rivelazione faranno la gioia di molti utenti, sono solo “281.474.976.710.656” (6 bytes). Nonostante possano sembrare troppe, si legge su una pagina rintracciata con un noto motore di ricerca, un qualunque computer riesce a craccare i codici in poche ore.

Da Giornale Tecnologico
Cfr. anche Indymedia.

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01.02.05

Sophisticated Lady

Una ragazza avveduta non prende appuntamenti importanti il martedì mattina, visto che il lunedì i parrucchieri sono chiusi.

Posted at 14:28 | Comments (14) | TrackBack


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