06.02.05

Enrique e Ricardo

Era il 1944 quando Juan Perón mise a disposizione mille passaporti argentini in bianco.
Nel giro di sei mesi dalla Germania giunsero 30 miliardi di marchi : tonnellate di valuta furono trasportate a bordo di sottomarini U-Boot e scaricate sulle spiagge di Mar de la Plata, tra la fine del 1944 e i primi mesi del 1945.
Le banche di stato di Perón riciclarono il denaro in un business di dimensioni colossali che ruotava attorno a società miste a capitale tedesco-argentino, costituite dallo stesso Perón e da Albert Speer, ministro dell'Industria del Reich.
Con passaporto argentino, o della Croce Rossa Internazionale, o addirittura con la protezione della Santa Sede, moltissimi tedeschi fedeli al Fuhrer emigrarono e penetrarono nel sistema economico argentino in grandi compagnie industriali o banche; la maggior parte invece condusse inizialmente una vita dimessa, svolgendo lavori umili.
Il caso di Eric Priebke, Enrique, fu emblematico del fluire massivo ma silenzioso dei nazisti in Sud America: aprì un caffè (il Viena) a San Carlos de Bariloche, un angolo di Baviera sulle sponde del Nahuel Huapi, in Patagonia: il panorama è quello delle Alpi, infatti il miglior ristorante è il Vecchia Monaco e l'albergo più esclusivo l'Edelweiss, ma quella sullo sfondo è la cordigliera andina. Ben presto il suo conto iniziò a lievitare e divenne una personalità locale, il presidente dell'Associazione Culturale Germania-Argentina, e avviò una clinica.
I suoi vicini di casa furono il banchiere Karl Fudner, la spia Juan Mahler, il Superiore delle SS Max Naumann.

Ricardo Klement fu arrestato dai servizi segreti israeliani a Buenos Aires una sera di maggio del 1960, mentre scendeva dall'autobus.
Il numero della sua tessera del partito nazionalsocialista era 889895; naturalmente lo fornì agli uomini che lo avevano catturato con la stessa fierezza con cui espresse il suo vero nome: Adolf Eichmann.
Adolf Eichmann, meticoloso esecutore della soluzione finale, che nella capitale argentina aveva dettato i pensieri della sua vita: "Balzerò ridendo dalla tomba perchè l'idea di avere sulla coscienza cinque milioni di vite umane è per me fonte di straordinaria soddisfazione".

Posted at 06.02.05 19:22 | TrackBack


Comments

mi piaciono gli annunci che ti lascia google. In questo istante sono "diete personalizzate" e "gravidanza e cellulite". Molto affascinante!

Posted by: nourdine at 07.02.05 00:31

Durante il processo priebke, ho udito in qualche frequenza cancerogena, rimbalzare nell'etere commenti ai confini tra il disgusto e la provocazione, "taluni" con il sorriso pacato di chi stà per dirti qualcosa a cui non hai ancora pensato , dire :" E' un uomo di 80 anni, un povero vecchio, ha già pagato il suo conto con la vita..." apprezzo il tuo post, perchè il giorno della memoria sia anche oggi, o domani, perchè non si debba sentire mai più nessuno dire stronzate simili. grazie.

Posted by: hobbs at 07.02.05 00:36

Nourdine: sì, mi lascia sempre quelli. Una volta anche uno sbiancante per denti. Sarà per via del fumo, sai.

Posted by: chiaraaa at 07.02.05 00:36

Hobbs: :)

Posted by: chiaraaa at 07.02.05 00:37

come ci è arrivata a raccontare di Eichmann?
-dopo la prima visitina, ci vengo spesso qui, a respirare un po' di fumo passivo-

Posted by: benjamino at 07.02.05 10:54

Benjamino, grazie per le visite. Quanto a Eichmann: è che sto iniziando una full immersion monotematica argentina :)

Posted by: chiaraaa at 07.02.05 12:27

sicuramente sarà un consiglio superfluo, ma (anche se non ha a che fare direttamente con l'Argentina), su Eichmann Arendt ha scritto La banalità del male, che merita di essere letto.

Posted by: benjamino at 07.02.05 18:45

Mentre Eichmann era in Argentina, Mengele soggiornava bellamente in Brasile. Le reti del nazismo funzionarono per anni dopo il termine del conflitto mondiale, grazie all'appoggio di dittatori e al silenzio di molti che i criminali comprarono anno dopo anno.

Posted by: Diego at 07.02.05 18:55

E non sai cos'è successo in Cile...

Posted by: Codex at 07.02.05 20:23
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