13.01.05

Perchè Barbara tra un po' si sposa Marco. E così la omaggiamo.

Addio pianure sorgenti dall'acque ed appiattite al cielo¹; piane u-g-u-a-l-i, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; canali di scolo, de' quali si distingue il gorgoglio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e grigieggianti sul piano come mandrie di bovini pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuta tra voi se ne allontana! Alla fantasia di quella stessa che se ne parte volontariamente, tratta dall'avvenenza di Marco altrove, si disabbelliscono, in quel momento i sogni d'amore; ella si maraviglia d'essersi potuta risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà do-viziosa. Quanto più s'avanza nei colli², il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quella ristrezza multiforme; l'aria le par briosa e vivace; s'inoltra mesta e disattenta nelle città tumultuose; le salite aggiunte alle salite, le discese sboccano nelle discese, pare che le levino il fiato; e davanti agli Spacci di Prada a Levanelle ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello di Monestirolo, alla villa principesca del valore di fantastiliardi di bilioni di infiniti euro con piscina, solarium, campo da tennis e da calcetto a cui ha già messi gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà tornando ricca alla sua Pianura Padana. Ma chi non aveva mai spinto di al di là di quella neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essa tutti i disegni dell'avvenire, e n'è sbalzata lontana, dalla forza perversa dell'amore! Chi, staccata a un tempo dalle più care abitudini, e disturbata nelle più care speranze, lascia quelle ANTICHE AMICHE DEL LICEO, per avviarsi in traccia di NUOVE AMICHE sconosciute³ che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l'immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno! Addio¹¹ , liceo natìo,¹² dove, sedendo con il pensiero occulto d'un paradigma irregolare, s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni il rumore dei tacchi della Marinuzzi aspettato con un misterioso timore. Addio, villa principesca del valore di fantastiliardi di bilioni di infiniti euro con piscina, solarium, campo da tennis e da calcetto sogguardata tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa. Addio chiesa, dove l'animo tornò tante volte sereno tessendo le lodi del Signore; dov'è stato celebrato il promesso rito; dove il sospiro segreto del cuore è stato solennemente benedetto, e l'amore è stato comandato e si è chiamato santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto¹³; e non turba mai la gioia de' suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e grande (ma le amiche no, quelle più certe e grandi di così proprio no eh). Di tal genere, anche se non tali appunto, erano i pensieri di Barbara, mentre la macchina con dietro scritto JUST MARRIED l'andava avvicinando all'uscita Firenze Incisa direzione Montevarchi.

¹Motivo fortunato, questo del patetico addio, con illustri precedenti nel Settecento e nell'Ottocento: Rousseau, Schiller, Scott; non ultimo il buon Manzoni. Notare l'intonazione di forte lirismo che si distende nelle frasi ampie e periodare lento e solenne.

²In margine al tema dell'addio e allo spazio sereno fino allo sfinimento e all'assoluta noia della pianura emerge un ideale di vita raccolta ed estranea alle sollecitazioni sentimentali e mondane tipiche dell'entroterra toscano. In particolare uno spazio, quello degli outlet, che suscita l'ostilità dell'autore, la sua agorafobia.
³Notare l'insistenza sul tema dell'amicizia datata e risalente, che l'autore carica di valenze particolarmente intense e significative, a fronte di nuove -becere- amicizie che, se pur auspicate, non è che possono proprio sostituire quelle vecchie. No, non possono.
¹¹La numerazione delle note passa dal 3 all'11 perchè nella mappa caratteri di Windows non ho trovato i numeretti da 4 in avanti. E comunque, l'uso anaforico, la ripetizione della struggente forma di commiato ("Addio!") scandisce il movimento patetico del brano. Ma si capiva senza che stessi a specificarlo. Specie quella cosa del patetico.
¹²E' sempre quello, il Liceo Ginnasio Ludovico Ariosto, glorioso. Un esempio di paradigma di verbo irregolare potrebbe essere fero fers tuli latum ferre. Così, per fare i saputi.
¹³Questa frase è rimasta un po' oscura, anche dalle note al testo non è che esca molto. E già che ci sono sottolineerei che Manzoni è un mago della paratassi e sdogana definitivamente in questo passo celeberrimo l'uso della congiunzione "e" dopo la virgola e persino del punto e virgola. Bravo Alessandro.

Posted at 13.01.05 18:03 | TrackBack


Comments

Certo che i PS commentati da te al posto del Sapegno o del De Sanctis sarebbero stati tutta un'altra cosa ... x lo meno sarei riuscito a finirlo :)

Posted by: Lù at 13.01.05 19:58

si. ok.
però per cortesia me lo tradurresti in sanscrito?

Posted by: silvia at 13.01.05 20:28

Farei anche io un Post sull'Outing dei Lurkers ..
Qui l'originale :)

Posted by: at 13.01.05 21:01

Certo, Sapegno poco c'azzecca con uno dei passi più belli dell'intera letteratura italiana, scritta dal genio mai dimenticato per stile, grazia e potenza di tal MANZONI ALESSANDRO, che, per quanto rovinato da paranoiche, represse e insoddisfatte professoresse e/o professori di Liceo, continua ad essere uno dei maggiori artisti del, nostro, genere umano.

Posted by: Codex at 14.01.05 01:52

I must admit, this blogging is very fun.

Posted by: online pharmacy at 03.02.05 19:14

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Posted by: maya at 19.03.06 19:23
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