07.01.05

Father and Daughter

In qualche modo latente, nella zona limbica del mio cervello, era sempre stato presente questo ricordo. Ma non mi ero mai messa lì a recuperarlo del tutto.
Invece ieri sera, complice la noia domenicale applicata a un comune giovedì dell'Epifania e un mal di schiena di tutto rispetto, di quelli che ti fanno invecchiare di quarant'anni in un pomeriggio e ti bloccano sul divano per tutti i secoli, ieri sera appunto, guardando alla tv i risultati del totocalcio, mi sono rimboccata le maniche e l'ho dissepolto dalla melma dell'infanzia.
Uno o mille sabato pomeriggio, in un bar all'angolo tra due vie; alla mia sinistra il vetro che dà sulla strada; io a sei, sette, otto anni seduta su uno sgabello molto più alto di me, di fronte mio padre.
Michele mi allunga una schedina e mi dice "Giocala!", lui compila la sua.
I miei a trent'anni credevano nella fortuna.
E insieme abbiamo giocato tante schedine.
Poi il ricordo si fa di domeniche, alla sera, spesso con il camino e l'effluvio di bucce di arance bruciate. Controllare insieme i risultati della sua giocata e della mia. Con tempismo, chè il televideo non c'era.

Tornando al presente e riflettere "però, che gran papà: buttare soldi nella schedina compilata completamente a caso da una seienne."
Così, molto intenerita penso bene di annullare per qualche attimo di rimembranza questi settecento chilometri che abbiamo messo tra noi e gli telefono, e gli dico proprio così, "però, che gran papà, buttare soldi nella schedina compilata completamente a caso da una seienne."
Proprio come l'avevo pensato insomma, esatta sequenza di parole.

Perchè non mi ha mai sfiorato neanche per un secondo l'idea che mi ingannasse.
E invece lui, latitudine della Capitale, ride e mi dice che mica si è mai sognato di giocarle davvero le mie schedine; me le faceva disegnare (dice DISEGNARE!) solo per tenermi buona e in silenzio mentre lui compilava le sue e si prendeva un caffè.
E anzi, una volta avevo persino disegnato un dodici, in un sistema complicato.

Certi rapporti segnati, anche con tutta la buona volontà, non ammettono condoni.

Posted at 07.01.05 11:10 | TrackBack


Comments

tu volevi interpretare i segni e quindi giocarli per mettervi in gioco. lui gioca col tuo metterti in gioco e vede solo non interpretabili disegni. eppure disegno sembra portare con sè una sfumatura dialettica. eppure i segni sono compresi nei disegni. come i sogni nei bisogni. ti abbraccio. oggi più poetica del solito. :-)

Posted by: manu at 07.01.05 15:27

tuo padre è un genio del male, adorabile!

Posted by: senzaidee at 07.01.05 19:07

Mi hai dissepolto un mare di ricordi e di opere incompiute...
Per esempio, il disegno che all'età di 10 anni avevo fatto su una schedina e che fino al 92' aveva le sembianze di un dodici, ma poi un tizio di nome Dario Morello segnò sfilando 380mila lire dal mio portafogli...
Chissà se ne avevo uno.
Ah, sì, lo avevo... un porta agendina adattato a portafogli, che quando ero pieno di mille lire (una volta ne avevo 47!) non si richiudeva più...

E i sistemi al totogol alle medie e al Liceo... con le quote estorte praticamente a ogni piccolo fesso che avesse fiducia in me e una quantità innumerevole di 5, paccate di 5 e i miei primi vaffanculo che volavano via, soavi...

Che triste pensare che oggi il totocalcio ha 14 partite, e che il totogol è solo il totosei dell'anno scorso...

Il superenalotto è troppo prosaico per avere successo a lungo, e i giochi "a pronostici" ritorneranno nei portafogli di ogni papà.

Posted by: paps46 at 07.01.05 22:37

grazie chiarella, mi hai ispirato, stasera. anche se forse era meglio non farlo. forse.

Posted by: Codex at 08.01.05 01:01

chissà se mia figlia terrà un blog...o magari due, di cui uno come terapia per tutte le vessazioni subìte dal papà...per questo forse bloggo, perchè sono previdente, blog preventivo. Sì.
saluti

Posted by: stillpoint at 08.01.05 01:04

i problemi saranno quando i vostri figli leggeranno i vostri blog

Posted by: Edoardo Dezani at 08.01.05 02:41

peggio ancora se li leggono i nostri genitori...

Posted by: boss at 08.01.05 09:59

...che triste... e che bello...

Posted by: erba at 08.01.05 18:29

ottimo metodo per tenere buoni i mocciosi al bar. Grazie. Ora devo trovare il modo di andarci io, una volta, al bar...

Posted by: frittole at 08.01.05 20:06
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