Risikiamo
Nell'atmosfera di pace e armonia del 25 pomeriggio, le pance soddisfatte e le guance piene di baci, in sei pensiamo bene di trasformare il tavolo della tombola in quello del Risiko.
Riallochiamo le nonne e tutte le loro cartelle in un'altra stanza e procediamo alla distribuzione.
Mi avvento subito sull'Armata Rossa e il destino mi assegna gran parte dell'Asia. Ordino i cingolati non schierati in campo sulla carta rovesciata del mio obiettivo, con tutti i cannoni rivolti verso di me: mia madre, passando, mi fa notare come questo evidenzi una vocazione autolesionista.
Trattative segrete a colpi di torrone che si risolvono nell'accordo di Caffarel coalizzano il mondo contro Alessandra (Viola).
In breve Valeria e i suoi tank Gialli vengono fatti fuori lasciando a Fabrizio tutta l'America Latina e con essa il monopolio dell'equo e solidale. Il narcotraffico dal Venezuela, nonostante gli evidenti contrasti etici, gli consente di mantenere importanti presidi in Europa Orientale e in Kamtchatka: per via di questa vicinanza mi diventa caro e dividere taiga e tundra con i suoi Azzurri ci rende per un breve momento alleati.
Il gioco si protrae a lungo, con Simone, uno zero in tattica di guerra, arroccato in Africa e in Oceania: ha talmente tanti carri armati Verdi inutilmente bloccati in Australia Orientale che si decide di lasciarlo giocare da solo organizzando sedizioni e guerre civili. Sull'altro fronte, dal Madagascar, le sue armate via via più numerose straripano, finendo per mostrare la natura anfibia in mezzo all'Oceano Indiano insieme a qualche buccia di pistacchio.
Non ho neanche il tempo di fare pipì che vengo subito richiamata per difendermi dall'attacco dei Neri di Giovanni: questo mondo dimostra una volta di più di avere ritmi disumani.
Le forze del male spadroneggiano in America del Nord; è evidente che i miei avamposti in Alaska li disturbano: combattiamo strenuamente anche per l'Alberta e l'Ontario, storicamente i territori più contesi.
Dopo tre ore inizio a sentirmi piuttosto stanca e ci rendiamo conto che nessuno ha mosso un passo per raggiungere il proprio obiettivo. In compenso scopriamo di aver dimenticato di inserire nel mazzo le carte con i Jolly, il che probabilmente ha reso interminabile il ritmo del gioco.
Metto in atto il mio proposito di suicidio politico: che senso avrebbe, ai giorni nostri, difendere un impero rosso?.
Simone avanza dall'Indonesia dopo aver spostato armate, koala ed eucalipti dall'Oceania e la mia antica potenza viene ristretta alla Siberia, inattaccabile con il suo con il suo parco di 35 carri armati. Ormai sono solo un ostaggio, la regina delle nevi nel Palazzo d'Inverno: ogni tanto qualcuno mostra la mia faccia in tv con un surfista australiano in passamontagna che mi punta un Uzi alla tempia.
Posted at 27.12.04 15:11
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