Blog Fest, il ritorno
Il rientro dalla Blog Fest ci vede stanchi e affamati.
Percorriamo a ritroso le vie di una Milano già in camicia da notte fermandoci di tanto in tanto a chiedere in una pizzeria in cui stanno lavando i pavimenti se, per carità, possiamo ancora mangiare.
L'anima pia che ci aveva dato l'indicazione decisiva per raggiungere il Foyer all'andata ci comunica che le cucine sono chiuse, ma se vogliamo potrebbe organizzarci un tagliere di salumi.
"No." Sentenzia E-Dez.
I nostri sguardi, da scintillanti a basiti senza apparente soluzione di continuità, convergono su di lui.
"E un tagliere di salumi e formaggi?" rilancia l'anima pia ristoratrice.
"No." insiste E-Dez.
I nostri occhi non lo abbandonano.
Iniziamo a pensare seriamente che adesso vogliamo mangiare lui.
"Anche un dolce magari..." fa l'anima pia ristoratrice salvifica.
E-Dez è già sulla via di casa, farfugliando tra sè parole a proposito di qualcosa di caldo.
Noi salutiamo cercando di recuperare compostezza e dignità, e di respingere tutti gli istinti di cannibalismo indietro nel tempo fino alla fase orale di sviluppo libidico.
Dopo diversi avvilenti rifiuti veniamo accettati dentro la foresta di Camelot alla Corte di Re Artù, in base a questo preciso scambio di battute:
E-Dez: "Ci date ancora da mangiare?"
Fata Morgana: "Per lei sempre!"
Questa disponibilità avrebbe dovuto metterci sul chi vive.
Tacerò sulle pizze e sull'abbondanza di ferro battuto nell'ambiente. E' a questo punto, dopo averlo lasciato da circa un quarto d'ora in piena Blog Fest, che si manifestano i primi pensieri: "Chissà il Boss..."
Così, con questa precisa sintassi, senza neanche un punto interrogativo o esclamativo ma con una stanca e strascicata sospensione sul finale. Da quel momento in avanti la frase: "Chissà il Boss..." verrà ripetuta regolarmente ogni dieci parole pronunciate, compresi i monosillabi, gli articoli indeterminativi e le preposizioni semplici.
Recuperiamo la macchina, restituiamo a dvd i suoi effetti personali (il caricabatterie andrebbe avvolto nel pigiama pulito) salutandolo, usciamo con una certa eleganza dal parcheggio distruggendo il paraurti anteriore dell'auto dietro e quello posteriore dell'auto davanti (non riuscirò mai a spiegare quanto sia stato difficile pensare questo pensiero!).
Percorrendo via Ripamonti veniamo istruiti sulla collocazione dell'ex sede Reply, dell'attuale sede Reply e dell'Hotel Apollo, che da fuori sembra un pensionato triste, ma dentro, ci assicurano, ha una frequentazione chic e high profile.
Il tempo di indovinare la corsia del Telepass e immediatamente ci troviamo immersi dentro una tipica nebbia padana, di una consistenza cremosa e avvolgente molto apprezzabile, ai livelli di quella di Altedo.
L'atmosfera onirica, la sensazione di isolamento, l'ora tarda e un esaurimento post BlogFest inducono PensieriDiCarta a chiudersi nel mutismo assoluto, mentre E-Dez si lancia in riflessioni intimiste sulla vita, sulle amicizie, specie quelle pulite, sull'amore e altri demoni. Tra tutte queste confessioni il ritorno sembra durare pochi minuti, ma intensi.
Asti alle tre di notte brulica di una vita insospettabile.
Posted at 08.11.04 23:28
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