05.10.04

Una specie di ritorno a casa

intheneighborhood Nel tempo
che Matteo impiega a pulire la macchinetta del caffè, lavarla sotto l'acqua
fredda, caricarla di nuovo e metterla sul fuoco, in tutto questo tempo Chiara,
grandi occhi liquidi, lo osserva da dietro. I suoi capelli scompigliati sono il
racconto dettagliato di una notte con pochi sogni; i boxer e la maglietta
mostrano la consunzione tipica dei lavaggi sbagliati: vive ancora da solo,
questo Chiara può immaginarlo con buona approssimazione. [Poco prima aveva
ascoltato il suo tentativo di imbastire un discorso che restituisse alla
discussione l'aspetto di un civile confronto tra persone adulte, soffocando la
tensione e le istintive rivendicazioni territoriali. Accortasi del misero
fallimento degli intenti di Matteo aveva iniziato a concentrarsi sul puro suono
delle sue parole, così familiare, così caldo: Matteo, dopo tutti questi anni,
non aveva abbandonato l'accento della loro terra. Questo le era bastato a
recuperare un legame antico.] Le lacrime che lente le stanno sciogliendo il velo
di fondotinta, in realtà, sono il segno della sua gioia. Probabilmente Matteo
pensa sia un pianto di tristezza. Ma quando le chiede se va tutto bene lei si
sente rispondere: "Il freddo, là fuori. L'aria sembrava fatta di aghi. Mi ha
dato fastidio agli occhi."

Posted at 05.10.04 16:56 | TrackBack


Comments

Sai comunicare in un modo
straordinariamente delicato.

Posted by: SteveGuy at 05.10.04 18:24

grazie :)

Posted by: chiaraaa at 05.10.04 18:42

Poesia

Posted by: Scatenauto at 05.10.04 20:50

leggo...annuisco in silenzio...rifletto sulle parole...ripasso a
mente...delicata...ma ti seguo senza riuscire ad orientarmi...è un meccanismo
diabolico...ma lasciamo il diavolo fuori da questo affare...

Posted by: marmellata at 06.10.04 05:02
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