12.09.04

La sera che arriva sempre

La sera che arriva sempre a sorpresa, sempre troppo presto.
Minigonne sopra stivali alla caviglia, jeans con una natica piena di stelle, il
maglione a collo alto visto in vetrina. Inconfondibili esse di casa Emilia. Il
sontuoso fritto misto, il fritto del Baciuà, le frittelle di Cessole, le
frittelle di mele. Thullulla che incrocia con grazia al buio i nastri e le palle
rotanti-lucenti-intermittenti che ha appena comprato, la gente che si ferma, la
guarda e argomenta dal fatto che giocherella che di sicuro è comunista e di
sicuro ha un blog su Splinder. Una vestita quasi da sposa; uno, cinque, otto con
camice millerighe e collane di perline dorate; un SickBoy cruccofono con la
maglia Vintage e il numero 19 cucito sulla schiena. Zanna che si rammarica di
non aver inserito l'esame Fondamenti di Ikea nel suo piano di studi. I
palloncini a forma di Nemo, i vini del Sudafrica come lo Shiraz alla Douja. Il
cielo d'acciaio brunito, poche gocce di mercurio.

Posted at 12.09.04 20:07 | TrackBack


Comments

son stati pochi minuti, ma erano cmq minuti grigi. chiaraaa e mEDia
hanno illuminato d'immenso. la città e' tornata accogliente

Posted by: ZannA at 12.09.04 20:28
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